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Arte e cultura

La chiesa di Santa Teresa d’Avila e San Filippo Neri venne fondata come Collegio da Brigida Caranza di Varese e consacrata nel 1676 come chiesa del convento delle monache Agostiniane. A pianta centrale e di forme barocche ospita un’altra opera, "L’apparizione della Vergine a San Francesco Saverio" di Gregorio De Ferrari. Sopra l’altare si trova il gruppo ligneo settecentesco della Madonna di Caravaggio. Nell’annesso convento le monache di clausura confezionavano funghi secchi, conosciuti ed apprezzati anche dal Gioacchino Rossini che in un’epistola ad un amico li richiede per la preparazione del suo famoso risotto. Assai apprezzate anche le cosiddette “sciuette” letteralmente “fiori”, come venivano chiamati i dolci di pasta di mandorla, cavi all’interno, a forma di fiori appunto ma anche di frutti e verdure, curati nei particolari e la cui ricetta rimane e rimarrà nelle mura del convento. Sempre barocchi sono le tele, gli scranni intagliati, i fanali da processione, le ghirlande, i festoni in stucco, gli affreschi e le altre esuberanti decorazioni dell’oratorio dei Santi Antonio e Rocco, sede della Confraternita omonima, che conserva anche arredi processionali del XVIII secolo e che, per la ricchezza e la particolarità delle opere esposte, può considerarsi un gioiello del barocco genovese, appartenente alla rete del Sistema Museale della Provincia della Spezia.
La chiesa parrocchiale è intitolata a San Giovanni Battista. Edificata verso la metà del XVII secolo su un edificio precedente, del XV secolo. A croce latina e tre navate, sulla volta a botte di quella centrale affreschi con la vita del Santo titolare. Nelle navate laterali, altari donati da nobili famiglie locali, tra cui in quella di sinistra una statua in alabastro della Madonna con bambino di scultore inglese del XV secolo, in quella di destra una statua lignea della Madonna della Visitazione, attribuita al Maragliano. Il coro ligneo, in legno di noce, risale al XVI secolo proveniente dalla Chiesa e Convento di Santa Croce (1563), questa struttura riccamente decorata custodiva al suo interno ben sette altari, oggi resta solo il campanile, attualmente Torre Civica.
L’oratorio di Santa Sabina risale al XVII secolo; edificato come chiesa gentilizia dei conti Chiappe, conserva stucchi e affreschi coevi. Oggi è sede di attività culturali. Di fronte si trova la casa del Conte Arrivabene, patriota mantovano, letterato e musicista fondatore della Filarmonica Varesina che nel 2002 ha festeggiato il 150° anniversario della sua fondazione.

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