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Cenni storici

Situato sul fondo della Val di Vara è circondato da monti che da un lato collegano il paese all’Emilia e dall’altro alla Lunigiana toscana, culminanti nel massiccio del Monte Gottero, con i suoi 1639 metri il più alto della provincia della Spezia, in un ambiente naturale incontaminato con vestigia della lunga storia dell’entroterra ligure.
Il doppio nome trae origini da due distinte località: Sesta, citata già in documenti dell’anno 1000, che indica come si trovi a sei miglia da Brugnato, antica abbazia e poi sede vescovile, e Godano, in cui un castello svolgeva funzioni difensive sulla via dei traffici che univano la Val di Vara alla Lunigiana tra Pontremoli e Carrodano.
Nei tempi più antichi era un possedimento dei vescovi-conti di Luni; successivamente di Brugnato quando l’abbazia divenne sede vescovile, e sotto il tallone di ferro dei Malaspina di Mulazzo in Lunigiana. Al confine coi possedimenti genovesi ne attirò le mire espansionistiche, culminate nel XII secolo con la distruzione del castello di Groppo.
Nel 1229 Godano passò alle dipendenze del Comune di Pontremoli e successivamente entrò a far parte del vasto dominio che la potente famiglia dei Fieschi stava costituendo nella Liguria orientale. Dopo la cessione a Genova nel 1274 fu feudo dei Malaspina, che per il loro rapace malgoverno suscitarono le ire della popolazione culminate con l’assassinio di Alessandro Malaspina nella Foresta del Malconsiglio, presso Godano, nel 1524.
Si diede quindi a Genova, ma conservando statuti propri, e seguendo le sorti della Repubblica fino all’unità d’Italia.
I confini amministrativi del comune si spinsero a quelli attuali nel 1804, mentre il cambio di nome da Godano in Sesta Godano risale al 1875.

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