Cenni storici
Di origini antichissime, come testimoniano i ritrovamenti archeologici sul Monte Castellaro (sito di interesse comunitario), che anche nel nome ricorda questi insediamenti degli antichi Liguri, i castellari appunto: erano cinte fortificate di muri a secco edificate nell’età del bronzo al culmine di monti di importanza strategica come controllo di passaggi obbligati, o per difendere villaggi, coltivazioni e pascoli. I reperti scavati si trovano ora nel Museo Archeologico della Spezia.
Pignone si trova infatti in un importante tracciato che collega la costa delle Cinque Terre con l’interno , allora come oggi, tanto da esserne definita come una delle “porte”.
Testimonianza di questo passato vivente di traffici e viandanti è il ponte cinquecentesco a schiena d’asino che in antico era l’unico accesso al borgo.
Mentre degli insediamenti del periodo romano resta solo la testimonianza indiretta della presenza della pieve, la storia del borgo si delinea nel medioevo, quando fu possesso dei marchesi Malaspina e dei loro rivali locali, i vescovi-conti di Luni, finendo nel 1252 alla potente famiglia dei Fieschi, che aveva creato nella Liguria orientale un esteso dominio. Da loro fu venduto nel 1276 allo stato di Genova, di cui seguì successivamente le sorti.


