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Cenni storici

Fondato già prima dell’anno Mille, Santo Stefano Magra viene ricordato come importante sede di mercato già nel 981 da Ottone II e nel 1185 da Federico barbarossa. Il borgo era tappa lungo la Via Francigena che qui si incrociava con il cammino verso Santiago di Compostela che i pellegrini percorrevano per raggiungere gli scali della costa, Lerici o Levanto.
La Via Francigena, importante strada di collegamento per tutto il Medioevo, permetteva di raggiungere Roma dal nord Europa. Usata da pellegrini e mercanti, aveva numerose diramazioni e percorsi alternativi, tanto da non apparire come una semplice strada ma un fascio di tracciati variabili in base alle esigenze e necessità dei viaggiatori.
Importante per i pellegrini ma anche per i mercanti, portava sviluppo ai territori attraversati, col sorgere di chiese e di hospitalia, rifugi per i viandanti.
Il percorso in questa zona discende dal passo della Cisa (antico Monte Bardone) seguendo il corso del fiume Magra, lungo tutta la Lunigiana storica, entra in provincia della Spezia a Santo Stefano collegandosi a Sarzana con la Via Aurelia; prima della sua decadenza, Luni era il centro principale di questo itinerario, ruolo che poi passò a Sarzana, ricca e fiorente.
Per il sostenuto traffico religioso si sviluppò in paese una notevole attività ospitaliera: l’ospizio della confraternita di San Leonardo era la più importante struttura ricettiva, di cui però oggi non rimane traccia.
Per le necessità dei viandanti, oltrechè del borgo, sorsero e fiorirono molteplici attività, quali la coltivazione di vite e ulivo, con i conseguenti frantoi, e poi mulini, botteghe artigiane e di mercanti, che usufruivano del facile passaggio verso il mare, la Pianura Padana con la sua rete di traffici e commerci e le ricche città del Centro Italia.
Appartenne ai vescovi di Luni come altre comunità della regione che dalla città scomparsa si chiamò appunto “Lunigiana” (1185), in seguito ai Malaspina, importante famiglia feudale, a Castruccio Castracani (1321), al ducato di Milano nella sua politica di espansione in Italia (1395), al Banco di San Giorgio (1407) e infine alla repubblica di Genova nel 1484. Dopo il congresso di Vienna fu possesso del ducato di Massa-Carrara.
Il borgo è diviso in due parti dalla vecchia strada centrale ed è chiuso da possenti mura tardo rinascimentali. Della antica cinta muraria, sono conservate le due porte.
La chiesa, dedicata a Santo Stefano, è di epoca barocca e venne costruita nel XVIII secolo sulle fondamenta di una pieve altomedievale del ‘300. La sua forma è a croce latina con altari in marmo policromi. Nel paese si possono ammirare anche l'Oratorio di San Leonardo e la casa della famiglia Taddei. Francesco Taddei scrisse nel 1864 il “Manuale del vignaiolo”, importante documento con informazioni di carattere economico e culturale. Da ricordare, l’istituzione delle “relevaglie” nel XIV secolo, ossia la determinazione dei confini delle terre alluvionate, conseguenza dei continui straripamenti del Magra.

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