Cenni storici
Il comune di Castelnuovo Magra si estende nell'ultimo tratto della
piana alluvionale del fiume Magra, in quella parte della provincia
della Spezia poco distante dal confine con la terra di Toscana e
circoscritto da una naturale cornice collinare. Sono queste le zone che
rientravano nella giurisdizione di Luna, colonia romana fondata nel II
secolo a.C presso l'estuario del fiume, in un territorio che fu dei
Liguri.
Il borgo antico di Castelnuovo Magra si erge a 188 m
s.l.m. ed è il capoluogo della più ampia rete di frazioni costituenti
il territorio comunale, idealmente unite in pianura dal Canale Lunense,
opera idrica ottocentesca realizzata a scopo irriguo. I suoi argini, in
parte ancora percorribili, collegano la piana di Castelnuovo Magra ai
vicini comuni della Val di Magra.
A partire dalla prima metà dell'XI
secolo, grazie alla sua posizione favorevole, fu scelta come sede
vescovile e come postazione di controllo per sorvegliare il transito
lungo la Via Romea-Francigena, importante asse di collegamento per i
pellegrini che dal nord Europa si dirigevano a Roma. Nel 1235 il
vescovo Guglielmo fece fortificare il borgo cingendolo di mura. Nel
1273 Enrico da Fucecchio, appena nominato vescovo di Luni, iniziò la
costruzione del castello vescovile sulle fondamenta del preesistente
castello di Santa Maria. Il palazzo fortificato e le mura avevano il
compito di salvaguardare il potere ecclesiastico locale dai genovesi,
insediati in molte zone della Lunigiana e della Toscana. Una data
importante nella storia di Castelnuovo risale alla notte tra il 6 e il
7 ottobre del 1306, quando Dante Alighieri, ospite del castello, ebbe
il ruolo di intermediario e di garante nell' atto di pace siglato tra
il vescovo di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla, che governava su
Sarzana, e il marchese Francesco Malaspina di Mulazzo, padrone della
Lunigiana toscana. Una lapide murata all'interno del palazzo del 1906 e
una pittoresca rievocazione storica in costume che si svolge ogni anno
ad agosto ricordano ancora oggi l'evento.
Nel 1314 Castelnuovo passò
sotto il dominio del nobile ghibellino Castruccio degli Antelminelli.
Alla sua morte la città fu occupata dai pisani, per poi diventare
proprietà dei Visconti dal 1369 al 1402 e dal 1407 della Repubblica
Genovese. Alla fine del XV secolo passò al Banco di San Giorgio che
confermò gli statuti quattrocenteschi.
Il centro storico di
Castelnuovo Magra domina il paesaggio dall'alto della collina,
propaggine di Monte Bastione. Esso è caratterizzato dalla linea
continua del borgo ed è delimitato da un lato dalla Torre del Palazzo
Vescovile nella settecentesca P.zza Querciola e dall'altro dal
campanile della chiesa di S. Maria Maddalena.
Il nucleo più antico
è da ritenersi quello ancora oggi chiamato "Borghetto". La sua
struttura concentrica è segno che l'abitato doveva raccogliersi intorno
a un edificio difensivo non più esistente, edificato a cavallo dei
secoli XII e XIII, indicato come Fortezza di S. Maria. E' a questo
“castrum vetus” che si affiancò il “castrum novum”, citato nel 1203 dal
Codice Pelavicino e culminante con la costruzione tra il 1275 e il 1277
del Palazzo Vescovile sul lato opposto del colle.
Oggi l'asse
viario principale è Via Dante, lastricata in arenaria, il cui nome è
legato alla presenza del Poeta a Castelnuovo Magra e al famoso atto di
pace del 6 ottobre 1306. Lungo questo percorso si affacciano gli
splendidi portali in arenaria e marmo dei palazzi signorili.
Un
camminamento voltato conduce alla piazzetta dove si trova il
settecentesco Palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, oggi sede del Comune e
dell'Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana.
Il bivio
all’estremità nord del paese permette di raggiungere di nuovo la
pianura o, in alternativa, di salire verso le colline. Si raggiungono
in questo modo ai due centri in altura di Caprignano e Vallecchia.
Castelnuovo
Magra è una terra ricca di vigneti e pertanto, per valorizzare questa
sua vocazione, oltre alle tradizioni contadine e gastronomiche, nelle
cantine dello storico palazzo comunale Ingolotti-Cornelio è stata
realizzata la prima Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana
(www.enotecapubblica.it).
L’Enoteca, inaugurata nel 1996, è
un’Associazione che raggruppa Enti pubblici e produttori privati con lo
scopo di valorizzare i vini e i prodotti locali, tra i quali spicca il
Vermentino dei Colli di Luni, doc dal 1989, un bianco dal profumo
intenso e fruttato e dal gusto secco con un fondo gradevolmente
amarognolo che si accompagna preferibilmente con antipasti di mare
freddi o caldi e in generale con il pesce.
Sono rappresentati tutti
i produttori della provincia della Spezia e della confinante Lunigiana,
regione storico-culturale che comprende lembi dei territori delle
province della Spezia e di Massa-Carrara. In questa zona la coltura
della vigna ha origini antichissime, risalenti al periodo dell’antica
colonia romana di Luna, come ci ricordano le citazioni di Plinio.
Sempre
nel solco della conservazione e valorizzazione delle tradizioni e delle
attività tipiche della zona, legate principalmente alla coltivazione
della vite e dell’ulivo, è nato in località Palvotrisia (sulla Via
Aurelia), in un’antica casa padronale del settecento, il Museo “Cà
Lunae” dedicato alla cultura materiale del vino (www.calunae.it). Il
Museo, nato dalla raccolta personale di Paolo Bosoni, è articolato in
cinque sale e crea, attraverso gli antichi oggetti agricoli, un
percorso evocativo nel mondo contadino della Lunigiana storica.
Per
le sue caratteristiche di qualità turistica ed ambientale il borgo ha
ricevuto l’ambita “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano
riservata ai comuni dell’entroterra italiano.


