Arte e cultura
Palazzo dei Vescovi-Conti di Luni
La più evidente
emergenza architettonica è il Palazzo dei Vescovi-Conti di Luni,
riconoscibile da lontano grazie alla sua Turris Magna, mastio del
sistema difensivo. Dimora signorile costruita nella seconda metà del
XIII sec. per volontà del vescovo Enrico da Fucecchio, solo dopo
successive ristrutturazioni diventò fortilizio militare, durante le
dominazioni fiorentina e genovese nei secoli XV e XVI. Caduto in
disuso, venne progressivamente demolito per riutilizzare il materiale
altrove (l’ultima volta nella zona del Coro della chiesa di S. Maria
Maddalena). In Piazza Querciola, che si sviluppa sullo spazio un tempo
occupato dalla mole dell’edificio, ne rimangono pochi resti.
In questo palazzo nel 1306 venne firmata la celebre pace di Dante, tra il vescovo Antonio da Camilla e i marchesi Malaspina.
Chiesa di Santa Maria Maddalena
La
Parrocchiale risale al secolo XVII e fu edificata nel luogo dove
sorgeva l'antica Cappella castrense (della Fortezza di S. Maria). Due
bassorilievi posti all'esterno, uno sul portale principale e l’altro
sul lato sinistro, rimandano alla dedicazione dell'edificio sacro a S.
Maria Maddalena.
La chiesa è a tre navate, delimitate da dodici
colonne in marmo bianco di Carrara provenienti dalle rovine della
Cattedrale di Luni Antica.
L'opera d'arte di maggior valore è la
Crocifissione del fiammingo Pieter Brueghel il Giovane (Bruxelles 1564
- Anversa 1637), posta nella prima cappella di sinistra. Dipinto
realizzato su cinque tavole di rovere, è una delle copie di una famosa
Crocifissione andata dispersa del padre, il più noto Peter Brueghel il
Vecchio. La scena si svolge in un’ambientazione nordica, calata in un
momento di vita quotidiana del ‘600 che le fa da cornice ed è essa
stessa protagonista. Immediatamente colpisce l’anomala presenza di una
quarta croce, che simboleggia forse lo stato di sottomissione del
popolo fiammingo alla dominazione spagnola.
Sul secondo altare
sinistro, una tela del XVIII sec. dedicata al patrono S. Fedele
possiede un notevole valore documentario, grazie alla veduta
settecentesca di Castelnuovo Magra visibile sullo sfondo. Databile al
XVI secolo un'acquasantiera in marmo bianco di Carrara, realizzata da
maestranze carraresi su ispirazione senese.
Nel presbiterio un
tabernacolo per l'Olio Santo presenta due antine in bronzo del XIII
sec., forse originariamente collocate nell'antica Cappella castrense.
Ai lati dell’altare due nicchie racchiudono le statue in marmo di S.
Giovanni Evangelista e S. Maria Maddalena, realizzate nel XVI sec. dal
carrarese Francesco del Mastro.
Oratori
L'Oratorio
dei Rossi o del Santissimo Sacramento si trova proprio a fianco della
Parrocchiale. Sulla porta d'ingresso un bassorilievo in marmo
rappresenta due angeli che sorreggono l'ostensorio. Sull'altare si
conserva il crocifisso ligneo che, come vuole la tradizione, venne
sottratto nel 1495 da alcuni soldati castelnovesi alle retrovie
dell’esercito del re di Francia Carlo VIII.
L'Oratorio dei Bianchi
o della Santa Vergine Assunta si trova è proprio nel cuore del
"Borghetto", in una delle vie ad andamento circolare, sottostanti la
chiesa. Edificio ad aula unica risalente alla fine del XVI secolo,
conserva al suo interno pregevoli scanni in noce appartenenti al coro
ligneo settecentesco e alcuni fanali processionali del XVIII sec. in
legno dorato e intagliato.
Palazzo Comunale -“Giardino Terrazzato”
Il
Comune ha sede nel palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, fatto costruire
alla fine del XVIII sec. dal marchese Amati per la moglie, duchessa
Caetani di Sermoneta. Edificato ristrutturando parte di un edificio
preesistente, al suo interno sono ancora visibili affreschi realizzati
nel XIX sec. dal pittore francese Bontemps. Le cantine, il cui nucleo
originario risale circa al XVI sec., ospitano l'Enoteca Pubblica della
Liguria e della Lunigiana. Di notevole interesse le "tine", vasche del
XVIII sec. ricavate da blocchi di marmo di Carrara e usate per la
conservazione dell'olio.
Il suggestivo giardino sul retro del
palazzo è solo uno dei numerosi esempi di giardini pensili o
terrazzati, realizzati nel borgo dal 1700 in poi. Da qui lo sguardo
abbraccia uno scorcio di mare, ora ligure ora toscano, la suggestiva
valle dei mulini nella frazione di Marciano sulle sponde del torrente
Bettigna, la frazione collinare di Vallecchia e i borghi limitrofi di
Ortonovo e Nicola. Numerosi sono i sentieri segnati dal C.A.I. con la
bandierina rossa e bianca, in parte realizzati sul tracciato di antiche
mulattiere, i quali si ricollegano alla più ampia rete che si snoda
nell'intera vallata della Magra.
Le Maesta’
Sulle
pareti esterne di alcune abitazioni private sono murate le “Maestà”,
icone marmoree legate al culto della Vergine Maria. Si tratta di una
forma di arte devozionale che si diffonde in Val di Magra e in
Lunigiana a partire dal periodo della Controriforma, da mettere in
relazione alla rinnovata tensione devozionale di quel periodo. Ancora
in collocazione originaria le Maestà visibili in Via Roma, nel centro
storico. Inaspettate molte di quelle presenti nel piano: ai crocicchi
delle strade o sulle pareti esterne di alcune abitazioni di origine
rustica, in passato proprietà dei signori castelnovesi residenti nel
borgo in collina. E’ il caso delle due maestà murate sui pilastri del
cancello della locale caserma dei Carabinieri, originariamente un
casale con annessi facente parte della proprietà Ferrari-Natalini.


