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I dintorni

Nelle località e frazioni

Una passeggiata a mare “da castello a castello” con il suo contorno di spiagge e di costa rocciosa con il panorama del Golfo, delle isole e delle colline boscose, porta da Lerici alla frazione di San Terenzo, popoloso e ridente paese di antiche origini. Oltre l’attività della pesca un tempo infatti qui sorgeva un hospitale medioevale per accogliere i pellegrini. Ricordo delle Crociate e dei poemi cavallereschi sono alcuni toponimi, tra cui dietro il Castello si può ammirare lo scoglio d’Orlando, da lui spaccato in due durante la sua follia, secondo la tradizione popolare.
Le case tipicamente liguri contornano una bella spiaggia; nel borgo si trova la parrocchiale intitolata alla Natività di Maria Vergine, conserva al suo interno un bassorilievo di Domenico Gare, la tavola della Madonna dell’Arena e due grandi dipinti di Domenico Fiasella.
Sull’alto di un poggio che domina il mare sorge il Castello, edificato nel 1400 sul luogo di una antica torre di avvistamento e a difesa del borgo dalle incursioni dei temibili corsari barbareschi. Alla fine dello stesso secolo il castello fu adattato alle nuove tecniche di assedio. Attualmente situato lungo la passeggiata a mare di ponente ospita mostre temporanee di artisti e pittori locali.
Sempre a San Terenzo si trova Villa Magni. Già monastero dei Padri Barnabiti, costruito nel XVI secolo, deve la sua imperitura fama per essere stata residenza del poeta romantico inglese Percy Bysshe Shelley e della moglie Mary, autrice del Frankenstein, che qui soggiornarono nel 1822 in compagnia di un cenacolo di letterati, tra cui Lord George Byron, che si dice li raggiungesse traversando a nuoto il Golfo da Porto Venere; fino alla morte di Percy in un naufragio al largo di Viareggio.
A quel tempo la villa o “casa bianca” sorgeva direttamente in riva al mare (“…come fossimo a bordo di una nave”) e solo nel 1888 ne fu separata dall’apertura della strada per Lerici.
Il ricordo della permanenza di Mary viene mantenuto vivo dall’Associazione Amiche e Amici di Mary Shelley costituita nel 1997 a Lerici con lo scopo di diffondere la conoscenza di questa grande autrice e delle sue opere.
Un discorso a parte merita la bellissima Villa Marigola: situata su un poggio che domina la baia, in un luogo di singolare fascino. La struttura del fabbricato originario risale al XVIII secolo, con uno splendido parco, risultato di trasformazioni successive. Ospita oggi convegni ed attività culturali di alto livello. Soggiornarono in questa villa, tra gli altri personaggi famosi, Vittoria Adelaide, moglie dell'imperatore di Germania Federico III, il poeta Gabriele D'Annunzio, il drammaturgo Sem Benelli che scrisse parte della sua opera più celebre (La cena delle beffe) proprio nella torretta della villa e il pittore Arnold Bocklin.

Sopra il centro storico di Lerici, in posizione panoramica, si incontra la frazione La Serra, tra ricchi uliveti; offre una splendida vista sul Golfo fino alle isole Palmaria, Tino e Tinetto. Di antiche origini si presenta oggi come un tipico borgo ligure, con stretti vicoli e arcate, altane e ripide scalette che portano alle abitazioni. Forse per ricordo della sorte di Barbazzano (vedi oltre), i cui profughi trovarono anche qui rifugio, nella seconda metà del XVI secolo fu cinta di un muro a difesa dei temibili corsari barbareschi. La parrocchiale, restaurata, conserva una tela del XVII secolo raffigurante San Giovanni. 
Più a valle sorge la villa Verazzano, ritenuta dimora della famiglia del celebre navigatore.
La Serra è anche la porta occidentale del Parco Naturale Regionale di Montemarcello - Magra.
A pochi chilometri da Lerici, al termine della strada panoramica che racchiude il Golfo dei Poeti a levante, si giunge a Tellaro, un tipico borgo di pescatori, con case addossate le une alle altre e dipinte nei colori "liguri" giallo, verde e rosa. Costruito su uno sperone di roccia, fu fortificato da mura e da case torri tipicamente genovesi, collegate al mare da "carugi" (vicoli) strettissimi, facilmente difendibili in caso di attacco. A proposito di incursioni nemiche, vicino alla chiesa di San Giorgio, proiettata verso il mare, quasi a volersi “varare”, vi è una lapide che ricorda la leggenda secondo la quale un polpo gigante suonò con i suoi tentacoli le campane, avvisando gli abitanti di un attacco dei saraceni e determinando così la salvezza dell’intero borgo.
In località In Selàa (che trae origine da “sull’ara”) si trova l’Oratorio di S. Maria, in splendida posizione. Nato come fortificazione, nel 1660 diventò sede della “Compagnia dei Battuti”. Oggetto di restauro, ospita mostre di pittura.
Una escursione nella storia porta in località Barbazzano. Qui sorgeva un borgo antichissimo, di origine romana, se ne trova menzione in un diploma dell’imperatore Ottone II del 981. Famoso per i suoi marinai, fedele ai vescovi-conti di Luni, nel XIII secolo fu libero comune, poi passò alternativamente alle dipendenze di Genova e di Pisa, per la sua posizione strategica. La sua importanza fu però offuscata nel corso del tempo dallo sviluppo della concorrente Lerici; così, non più protetta, nella notte di Natale del 1400 fu assalita dai corsari barbareschi e rasa al suolo; gli abitanti l’abbandonarono, migrando in massa nel fino allora sconosciuto borgo di “Telaro”. Oggi non ne restano che suggestive rovine nella macchia.
Da Tellaro partono suggestivi e panoramici sentieri per Punta Corvo, Montemarcello e Bocca di Magra. Nella strada che congiunge Lerici a Tellaro si incontrano Maralunga e Fiascherino, con piccole spiagge inserite in questo tratto di costa rocciosa: proprio tra le punte di Maramozza e Maralunga si trova una caletta che racchiude sul fondo i resti di una nave romana e del suo carico, itinerario subacqueo affascinante oltre che per i richiami storici, per quelli naturalistici.
Il piacevole soggiorno a Lerici, reso tale anche dalla mitezza del clima, è addolcito dal verde della collina e dalla profumata vegetazione, per non escludere infine le prelibatezze culinarie a base di pesce e frutti di mare, tutti rigorosamente cucinati alla lericina. 
Tutte queste località sono state meta di un turismo "intellettuale": da Lord George Byron, Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley, David Herbert Lawrence con la moglie Frieda von Richtofen, George Sand, Virginia Woolf, Henry James, Paolo Mantegazza, Sem Benelli, fino al regista-scrittore Mario Soldati e Attilio Bertolucci; da queste frequentazioni il nome “Golfo dei Poeti”. Vi soggiornarono anche personaggi quali il papa Pio VII, l’imperatore Giuseppe d’Austria e l’imperatrice Maria Luisa.
Oggi le spiagge del territorio le ricino possono fregiarsi dell’ambito riconoscimento europeo delle “Bandiere Blu” per la qualità dei servizi e l’attenzione all’ambiente.

 

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