I dintorni
Nelle località e frazioni della Spezia
La Spezia, oltre ad essere la base per escursioni con traghetti, è anche punto di partenza per itinerari verso le colline circostanti che la coronano, sugli antichi sentieri e scalinate, autenticamente liguri. Vie dei traffici del sale e del vino già nel Medioevo, ancora conservate e territori di pace nel vortice della vita moderna, offrono scorci panoramici sul Golfo e angoli tipici.
Si raggiungono Biassa, antico borgo di pendio, guardato dai resti del Castello di Coderone, recentemente restaurato, poi la località Il Telegrafo da cui si accede al Parco Nazionale e Area Marina Protetta delle Cinque Terre. Due sentieri, contrassegnati dal CAI con linee bianche e rosse conducono alle Cinque Terre, uno lungo il crinale fino a Levanto e l’altro a Riomaggiore proseguendo poi lungo la costa. Il primo di essi conduce anche alla “Palestra nel Verde”, un percorso attrezzato in mezzo a pini marittimi e a macchia mediterranea ma dotato anche di punti di ristoro, tavoli e panche.
Per chi ama escursioni più lunghe è possibile raggiungere Campiglia, antico borgo in posizione panoramica tra il Golfo ed il mare aperto, Porto Venere, Parco Naturale Regionale, emozionante la sua palazzata a mare e il centro storico, Tramonti, con i suoi vigneti terrazzati abbarbicati al ripido pendio, un assaggio di Cinque Terre, e l’enigmatico menhir, arcano testimone di epoche antiche; la suggestiva palestra di roccia del Muzzerone a picco sul mare.
Proseguendo da Campiglia verso oriente, si può seguire a piedi l’Alta Via del Golfo, panoramico sentiero che percorre tutto lo spartiacque del Golfo stesso, offrendo magnifiche viste sulle verdi colline e sui due mari, in vedute continuamente cangianti.
Dopo Biassa si transita ai piedi del Monte Parodi che domina la città, da qui ben visibile nel centro storico e nelle case che risalgono le ancor verdi colline. Si raggiunge la Foce, uno dei passi (“foci” appunto) che permettevano il collegamento con l’entroterra; da qui transita l’antico tracciato, tuttora in uso, della Via Aurelia. Verso l’interno, i terreni carsici da cui ha origine nella piana della Spezia il fenomeno della “sprugola”, potente risorgiva di acqua dolce, uno dei simboli della città.
Poco più avanti una importante emergenza monumentale, la Pieve di Santo Stefano di Marinasco. Ricordato nei documenti dal 950, ma di fondazione più antica, come punto di passaggio lungo un antico percorso collinare (che l’Alta Via riprende in parte) collegante i borghi dell’interno nei tempi remoti, quando la costa era insicura a causa delle incursioni dei pirati e la popolazione viveva sulle colline, insediamenti al centro di una vasta rete di traffici lungo le mulattiere.
La Pieve di Santo Stefano appare oggi nelle semplici forme gotico-cistercensi in cui fu ricostruita nel XIII secolo, successivamente ricevette l’attuale fastoso interno barocco e ne fu rovesciato l’orientamento. Nella costruzione si possono ancora rilevare elementi più antichi.
Si prosegue con negli occhi la veduta dell’intero Golfo, tra antiche scalinate, le “crose”, ancora conservate e piccoli orti inframezzati da silenti boschi. Si rimane sempre in vista della città, più in basso, con l’antica Pieve di San Venerio, il Santo patrono del Golfo, che qui giace dal VII secolo. Oggi raggiunta dallo sviluppo urbano, è una delle più arcaiche testimonianze dei borghi collinari sorti in epoca ancora precedente all’attuale Capoluogo; qui forse si trovava la perduta Boron, leggendario insediamento romano che si vuole antenato della Spezia odierna.
Si raggiunge la “foce” del Passo di Buonviaggio, che collega il Golfo con la Val di Magra e la Lunigiana, poi quella del Termo, attraverso cui passa la Via Aurelia; si lasciano le case del moderno sviluppo urbano e si ritorna nella campagna, sia pure così vicina alla città ma angolo di quiete e di frescura. Si lambisce il borgo di Pitelli, disteso su una collina in splendida posizione panoramica sul Golfo. Da qui si possono raggiungere Lerici e Montemarcello con il mare e il Parco Naturale.


