Tu sei qui: Portale Località Cinque Terre e Riviera Riomaggiore (Manarola) Arte e cultura

Arte e cultura

Forse è il borgo delle Cinque Terre che ha mantenuto più intatte le originarie caratteristiche: le case dai vivaci colori sono costruite a picco sulla scogliera, lungo i fianchi della valle rocciosa che trova il suo sbocco in mare, secondo la tipica architettura ligure “spontanea” costiera, con alte case-torri strette le une alle altre come a proteggersi dai pericoli che vengono dal mare, ovvero le incursioni barbaresche tristemente ripetutesi, e anche per sfruttare al meglio il poco spazio disponibile.
Personaggio storico fu Sinibaldo Fieschi, papa con il nome di Innocenzo IV (1243-1254), feroce nemico dell’Imperatore svevo Federico II durante la lotta tra Papato e Impero; scomunicò l’imperatore e bandì la settima crociata.
Nella piazza che porta il suo nome si può visitare la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, edificata nel 1338 dai Maestri Antelami (come ricorda una lapide posta in facciata) nel tipico stile gotico ligure; sulla facciata, la lunetta del portale rappresenta il martirio di San Lorenzo; in alto il caratteristico rosone traforato. L’interno è barocco, a tre navate. Sull’altare maggiore un trittico del XIV secolo raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Lorenzo e Caterina; nella navata destra un trittico a fondo oro con San Lorenzo affiancato dai Santi Domenico e Giovanni Battista. A fianco della facciata il quadrato campanile trecentesco, un tempo torre di vedetta contro i pirati, poi sopraelevato e cuspidato. 
Nella piazza anche il quattrocentesco Oratorio dei Disciplinati della Santissima Annunziata o degli Azzurri, dal tipico colore delle loro cappe processionali. All’angolo l’antico Ospedale di San Rocco, o Lazzaretto. 
Nel centro storico, in un palazzo d’epoca, si trova il Museo dello Schiacchetrà, interamente dedicato a questo vino amabile famosissimo fin dall’antichità e prodotto del titanico lavoro dell’uomo e della sua fatica sui terrazzamenti tipici delle Cinque Terre, costruiti da generazioni di uomini e donne e oggi conservati a cura del Parco Nazionale.
Proprio il Parco ha voluto dedicare al prodotto più tipico e prezioso di questo ambiente un Museo che ne illustra le fasi della lavorazione, dalla vendemmia lungo le fasce terrazzate a picco sul mare ai particolari sistemi di essiccazione delle uve, di vinificazione e imbottigliamento. Completano l’allestimento filmati e postazioni multimediali.
Da anni nel periodo delle festività natalizie la collina sopra Manarola si accende di un particolare presepe luminoso: oltre 250 figure, alte da 1 a 3 metri, di materiale riciclato, completamente ricoperte da 15 mila lampadine che danno vita a questa singolare e suggestiva creazione dovuta a Mario Andreoli, un ferroviere in pensione, regista, ideatore e infaticabile costruttore di questa meraviglia visibile ogni anno dall’8 dicembre alla Candelora.

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