Tu sei qui: Portale Località Cinque Terre e Riviera Monterosso al Mare Arte e cultura

Arte e cultura

Il paese è diviso in due centri, separati da un costone roccioso con il Castello, la Torre Aurora e la chiesa dei Cappuccini. Ciascuno è dotato di una propria ampia spiaggia: a ovest quella di Fegina, la più lunga delle Cinque Terre, nella parte nuova; ad est quella del borgo antico. Insieme al fascino del luogo e alla mitezza del clima in ogni stagione hanno consentito un precoce sviluppo turistico.
I due abitati sono collegati da una passeggiata panoramica che costeggia il mare e apre la visuale sulle pareti rocciose e sulle circostanti colline terrazzate, coltivate a vigneti e uliveti.
Il centro storico è caratterizzato dalla peculiare architettura ligure costiera, con alte case torri cinque-seicentesche dipinte nei classici colori pastello, il più caratteristico il “rosa Liguria”, con fasce decorative ed effetti trompe l’oeil e i tipici carruggi, stretti vicoli che si diramano dalla via principale con archi e scalinate.
Dell'antico passato rimane il castello dei Fieschi, a strapiombo sul mare. Di origine obertenga, passò ai Genovesi che lo rafforzarono e ampliarono. Attualmente rimangono tratti di mura con merlatura, tre torri circolari e una torre quadrata d’angolo sul lato ovest. Del sistema difensivo facevano parte anche una torre di guardia nel borgo, trasformata nel XV secolo in torre campanaria, e l’antica torre sugli scogli, denominata “Torre Aurora”.
Passeggiando per i vicoli del centro storico, si raggiunge la chiesa di San Giovanni Battista. Fu costruita come nuova parrocchiale, a fianco di quella antica dedicata a San Cristoforo, tra il 1244 e il 1307, come riporta la data incisa su una colonna, in stile gotico genovese con la facciata nei tipici paramenti alternati composti da marmo bianco e serpentino verde scuro; conserva un bel portale con un affresco del Battesimo di Cristo e un grande rosone centrale con finissimi trafori, attribuito a Matteo e Pietro da Campiglio. L’interno è a pianta basilicale a tre navate con caratteristica del restringimento della larghezza verso l’ingresso, che crea illusione prospettica e favorisce la propagazione delle onde sonore.
Il campanile è formato dalla vecchia torre di vedetta, in pietra verde, sopraelevata per adattarla a campanile nel XV secolo.
Si conservano anche i barocchi Oratori delle Confraternite attive a Monterosso, cioè dei “Bianchi” con la Santa Croce e dei “Neri” con l’Oratorio della Morte e dell’Orazione.
Opere di vari artisti del Cinque-Seicento (tra gli altri Van Dyck, cui è attribuita una Crocifissione, i genovesi Cambiaso e Strozzi, e Guido Reni) sono invece conservate nella chiesa di San Francesco, adiacente il seicentesco convento dei Cappuccini, posto su un colle da cui si domina tutto il paese, raggiungibile per panoramica passeggiata tra ulivi e limoni. 
Il paesaggio di Monterosso, e in generale la natura aspra delle Cinque Terre, sono state punto di riferimento costante nella poesia di Eugenio Montale, premio Nobel per la Letteratura nel 1975, che in questa località trascorreva la villeggiatura nella villa di famiglia. E proprio per salvaguardare e diffondere la conoscenza dei luoghi e delle atmosfere che gli furono di ispirazione è nato il Parco Letterario a lui dedicato.
Particolare a Fegina (la parte nuova del borgo, nata lungo la spiaggia, la più ampia delle Cinque Terre) la statua del Gigante, ovvero il dio Nettuno che sostiene una conchiglia. Del 1910, è quanto rimane di una terrazza sul mare appartenente ad una di quelle sontuose ville che segnarono il primo sviluppo turistico della località, di soggiorno prima che balneare. 

Santuario di Nostra Signora di Soviore
Consigliata a chi vuole avere una vista d’insieme da una insolita prospettiva, una gita in battello davanti le Cinque Terre (partenze da diversi approdi della Riviera, del Golfo e della Versilia) mostrerà, oltre lo spettacolo delle ripide coste coltivate con i famosi muretti a secco, e i borghi arroccati, anche i cinque Santuari che dall’alto vegliano ognuno su un abitato.
Sono chiese di antica origine, a volte precedente quella dei villaggi sul mare, e dedicate tutte a Maria, la protettrice degli abitanti e dei marinai. Questi ultimi, rientrando in un porto sicuro dopo i pericoli della navigazione, avevano di fronte, come un faro, gli alti edifici sacri.
Attualmente sono collegate da una strada in quota che si chiama, appunto, Via dei Santuari, ripercorrendo gli antichi itinerari dei pellegrini, ricalcati su un tracciato antichissimo, di origine preromana.
Infatti anche il Santuario che protegge dall’alto Monterosso si trova a ben 465 metri sul livello del mare, collegato da un ripido sentiero alla costa.
Si ritiene sia il più antico Santuario mariano della Liguria, dedicato a Santa Maria Assunta.
Le fonti ricordano la sua fondazione ad opera degli abitanti di Albareto, villaggio oggi scomparso ma facente parte del contado di Pignone, in fuga dopo la distruzione da parte del re longobardo Rotari nel 643. Alcuni resti della costruzione primitiva riaffiorano sotto le trasformazioni successive: in ogni epoca i devoti monterossini vollero abbellire il “loro” Santuario. Noto altresì fuori dai ristretti confini liguri in quanto anche l’imperatore Ottone III nel 996 volle visitarlo.
Oggi restano tracce degli interventi di epoca romanica e gotica, fino al rifacimento di metà ‘700, quando la chiesa primitiva fu elevata a Santuario.
A fianco della chiesa si trova la foresteria che ancora oggi come nei tempi antichi ospita pellegrini e viandanti. Dal piazzale un meraviglioso panorama che nelle giornate limpide spazia da un lato dalle Alpi Liguri e Portofino fino alla Toscana e Corsica dall’altro.

Azioni sul documento

ATC

 
Strumenti personali