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Cenni storici

Oggi la cittadina di Levanto è più conosciuta per la sua spiaggia, per le sue attrezzature alberghiere e balneari che per la sua antica storia. 
Le prime testimonianze non riguardano il centro di Levanto ma l’interno, la fertile Valle che fa corona al borgo. E’ ricordato per il periodo romano l’abitato di Ceula che si trovava dove ora sorge la frazione di Montale. Già a quei tempi aveva una grande importanza commerciale perché sorgeva dove l’antica pista preromana, poi chiamata Via Ligurum, si avvicinava alla costa. In quei tempi il mare giungeva più all’interno di oggi, creando un magnifico porto naturale, prezioso in questa parte della Riviera di Levante, così povera di approdi sicuri.
Da allora la storia di Levanto è legata ai traffici commerciali e alla ricchezza della sua Valle. Per lungo tempo questa costituì con il Borgo due entità separate.
Dopo la dominazione romana passò a quella bizantina della Liguria Marittima per poi cadere sotto i Longobardi che fondarono Fontona, un altro dei più antichi borghi, con la chiesa di San Michele Arcangelo, santo guerriero adatto a quel popolo di arditi. Ma non bastò a difenderli dall’espansione dei Franchi. In epoca carolingia il campanile della Pieve di Ceula, l’attuale San Siro, era una torre di avvistamento contro il pericolo saraceno.
Successivamente Ceula e la Valle furono infeudati alla nobile famiglia dei signori di Zolasco.
Nel frattempo l’antico porto si stava interrando, accompagnando la nascita e lo sviluppo di un gruppo di case più vicine alla nuova linea di costa. 
Dopo l’anno mille Levanto iniziò ad assumere importanza rispetto ai centri dell’interno, dai quali si divise avendo anche autonomia amministrativa; dopo i Malaspina passò alla nobile famiglia dei Da Passano che svilupparono i traffici del Borgo: da qui infatti partiva una importante “via del sale” che portava il prezioso alimento dalla costa, con le sue rudimentali ma efficaci saline, alla Pianura Padana attraverso la Val di Vara e il centro di Varese Ligure, che proprio a tali commerci dovette il suo sviluppo. 
Levanto era anche una delle stazioni marittime della Via Romea o di Francia che qui toccava il mare, consentendo l’imbarco di chi proveniva dall’interno ed era diretto verso i grandi porti del Mediterraneo occidentale; collegandosi anche con un ramo della Via Francigena che consentiva di raggiungere Roma via mare, a quei tempi un percorso più rapido di quello di terra, anche se non privo di pericoli.
L’itinerario partiva dal porto di Levanto e proseguiva verso il Monte Bardellone, crocevia di importanti strade: dalla costa verso l’interno, per Brugnato e Rocchetta verso Pontremoli, collegamento alla Via Francigena verso Parma, o da Varese Ligure per il Passo di Cento Croci e quello del Bocco verso Piacenza. Parallela alla costa invece la mulattiera che dal Monte San Nicolao e Passo del Bracco conduceva alla Spezia, seguendo il tracciato oggi ricalcato dalla Via dei Santuari.
I Signori Da Passano nel 1132 giurarono fedeltà alla Repubblica di Genova, a quel tempo in espansione nel Levante ligure, e infine nel 1229 il Borgo passò a Genova; mantenendo i Da Passano la proprietà delle terre e i privilegi feudali, anche se ormai vassalli della Dominante. Nel 1247 anche i Signori di Zolasco cedettero i propri possedimenti della Valle a Genova.
La nuova dominazione, proiettando Levanto in una dimensione mediterranea, rese possibile un ulteriore sviluppo dei traffici, già fiorenti; con l’esportazione dei prodotti della fertile Valle, vino ed olio, e del pregiato marmo “rosso di Levanto” sia via mare che attraverso le mulattiere per la Pianura Padana.
Crescendo l’importanza economica e politica, Genova incoraggiò un ulteriore espansione con l’edificazione del Borgo Nuovo, ancora oggi ricco di bei palazzi dal XVI al XVIII secolo; di quest’epoca di prosperità sono segno anche le ville patrizie edificate nello stesso periodo nella Valle, e la ricostruzione, nel XVI secolo, del Castello, a difesa dei ricchi traffici commerciali contro la minaccia dei pirati.
Una nuova fase di sviluppo si ebbe nel XIX secolo con l’arrivo della ferrovia. Ne fu facilitata la nuova moda della villeggiatura, e successivamente il turismo balneare, attratto anche dal valore ambientale che Levanto riesce a proteggere, con l’inserimento del Promontorio del Mesco nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e del mare antistante nell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre.

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