Cenni storici
E’ il primo comune della provincia spezzina che incontra chi proviene da Genova. La sua lontananza dalle più trafficate vie di comunicazione rende Deiva il luogo di soggiorno ideale per chi ama oltre che il mare (è affacciata su una grande spiaggia sabbiosa) anche la tranquillità.
La parte più antica del paese, che risale al IX sec., fondato dai borghi collinari dei dintorni (attualmente frazioni) come luogo di mercato, sorge a circa 500 metri dal mare, mentre l’abitato di più recente costruzione si trova proprio lungo la costa.
Come in gran parte della costa, anche di Deiva si hanno le più antiche notizie relative ai borghi dell’interno. In particolare si risale all’arrivo dei Longobardi che stabilirono un nucleo o fara nella località Mezzema. Ne è ancora testimonianza la chiesa locale, dedicata a San Michele Arcangelo, particolarmente venerato per le sue virtù guerriere da questo fiero popolo che riempì di chiese a lui dedicate i territori in cui si diffuse nel cammino dal grande nord alla ricca e gloriosa penisola.
I monaci della potente abbazia di Bobbio continuarono dal XI secolo la coltura del territorio; con la maggiore tranquillità nei traffici marittimi si incrementò il commercio e la marineria, portando alla creazione della parte a mare del capoluogo.
Fu terra dell’influente famiglia dei marchesi Da Passano, che presero il nome dall’omonimo paese, ricevuto in feudo nel 984 dall’imperatore Ottone II, e riuscirono ad estendere il loro dominio su un vasto territorio della Riviera e dell’entroterra.
Nonostante successivi duri obblighi di vassallaggio li legassero nel 1132 alla Repubblica di Genova in piena espansione, i Da Passano cercarono di mantenere la propria indipendenza; ma un’alleanza con le altre potenze della Liguria più orientale, ovvero i Malaspina e i Fieschi, fu loro fatale: Genova ebbe l’occasione di stroncare del tutto ogni loro velleità di dominio, con l’assedio e la conseguente quasi totale distruzione del castello avito nel borgo di Passano. Correva l’anno 1174.
Da allora il territorio dell’attuale Comune fece parte dello Stato genovese; con Deiva e Mezzema a ponente aggregate alla podesteria di Moneglia, mentre a levante Piazza e Passano a quella di Framura.
Questa divisione rimase fino all’epoca napoleonica; in quello stesso periodo il capoluogo, rimasto poco popolato anche a causa del pericolo di inondazioni del torrente Deiva, si sviluppò a scapito delle frazioni dell’interno, fino alla crescita moderna dopo l’apertura della ferrovia, che seguendo da vicino la linea di costa portò grandi cambiamenti nell’organizzazione del territorio e lo sviluppo
del turismo.


