Cenni storici
Il toponimo Bonassola non si sa da dove derivi né quando sia stato usato per la prima volta. La forma odierna è della fine del XIX secolo. Nei documenti della prima metà dell’Ottocento è ancora scritto Bonasola e anche Matteo Vinzoni (XVIII sec.) lo scrive nello stesso modo. Nel 1569, quando viene fondata la Compagnia di mutuo soccorso per riscattare i prigionieri dai pirati, nell’atto costitutivo compare Bonassolla. L’ipotesi più accreditata è quella che riconduce al termine Vallis Bonazolae, con il quale veniva anticamente indicata tutta la zona che si affaccia sul mare in corrispondenza del tratto di costa che resta ad occidente di Levanto e ad oriente di Framura. Il toponimo Vallis Bonazolae è peraltro avvalorato dal fatto che, prima del XV-XVI secolo, il borgo che oggi chiamiamo Bonassola non esisteva perché dove attualmente si trovano strade e case, c’era il mare che arrivava pressappoco in corrispondenza dell’attuale viadotto ferroviario. Pertanto prima c’era la Valle e solo successivamente è sorta Bonassola.
I primi abitatori del territorio furono i Liguri Tigulli, insediati sulle pendici collinari, dove passava l’antichissima Via Ligurum, un asse di collegamento di origine pre-romana che nel medioevo sarà seguito dalla “Via di Francia” da Luni (dove si collegava con la Via Francigena) a Genova in un percorso vicino al mare.
L’atto più antico in cui è citata indirettamente Bonassola risale al 1154 nel cosiddetto Privilegio di Papa Anastasio IV con il quale viene confermata al Vescovo di Luni Gottifredo la giurisdizione ecclesiastica sulla pieve di Ceula (attuale chiesa di San Siro a Montale di Levanto) e la chiesa di Flerno (attuale Scernio) che dipendeva dalla Parrocchiale di Bonassola. Bonassola è nominata per la prima volta in un documento del 1269 in cui compare anche la chiesa di S. Giorgio di Resegunti, nell’interno della Valle. Nel 1960, a seguito di una campagna di scavo archeologica, sotto i ruderi di questa antica chiesa venne trovato un tempio di epoca altomedievale, il più antico sinora rinvenuto in tutta la zona. Le prime notizie che si conoscono sui centri storici di mezza costa risalgono alla prima metà del Quattrocento, periodo in cui Bonassola dipendeva amministrativamente dalla Podesteria di Framura, e riguardano Reggimonti e Montaretto, ove era abbondante la produzione di olio, vino e castagne e la popolazione era di 300 habitatores.
Nella prima metà del ‘500 il borgo a mare si sviluppo fortemente, mentre nella seconda la crescita si arrestò, probabilmente a causa delle incursioni piratesche. Nel medesimo periodo venne edificato l’Oratorio di San Rocco, a Mortaretto, e nel 1552 venne ultimata la Chiesa di San Giorgio, escluso il campanile, che fu eretto tra il 1673 e 1676.
Nel ‘600 si coltivavano vite, olivo, castagno, limone, gelso, fichi e molti terreni erano adibiti ad orti. La coltivazione della vite prevaleva su quella dell’olivo. La parte restante del territorio era boschiva. I frantoi erano numerosi e sparsi su tutto il territorio da Montaretto alla marina, lungo il percorso dei principali torrenti, il Sangiorgio ad est e il Rossola ad ovest. La pesca era di scarso rilievo, mentre erano in forte espansione i trasporti marittimi. Bonassola ebbe molti uomini di mare provetti se non addirittura valorosi. Tra tutti l’ammiraglio Luigi Serra che visse tra la seconda metà del Settecento e la prima dell’Ottocento. Nel Settecento l’agricoltura e i traffici marittimi assorbivano quasi la totalità della popolazione. L’olivo, la vite, le castagne, gli agrumi ed i fichi erano i principali frutti della terra. Nel luglio del 1799 avvenne l’occupazione francese e le truppe causarono danni non indifferenti alla popolazione obbligandola a rifornirle di pane, vino, olio, legna e fieno, con il disagio che si può facilmente immaginare. Con l’ordinamento napoleonico del 1803 il borgo a mare entrò a far parte del Cantone di Montaretto. Nel corso del XIX secolo infine si verificano degli eventi che sconvolsero completamente la vita di Bonassola: la costruzione della linea ferrata e della strada della Baracca, la scoperta e lo sfruttamento del marmo, il tramonto della marineria. Quest’ultima attività, che per secoli è stata fondamentale per Bonassola, è andata rapidamente perdendo d’importanza nella seconda metà dell’Ottocento, sia in seguito all’entrata in funzione della ferrovia, sia a causa delle mutate caratteristiche della navigazione marittima. Nel 1832, durante lavori per riparare la vecchia strada per la Baracca, venne casualmente scoperto il marmo. Questa risorsa venne sfruttata intensivamente e Bonassola fu invasa da molti cavatori. Oggi l’estrazione di questo pregiato materiale prosegue, anche se a ritmo molto più modesto, perché il filone si sta esaurendo. Nel Novecento nasce una nuova attività, il turismo, e cala drasticamente l’agricoltura, ormai finalizzata quasi esclusivamente alla produzione per uso familiare. La popolazione, dopo la seconda guerra mondiale diminuisce sensibilmente, come in quasi tutta la Liguria e questo fatto, congiuntamente a tutti gli altri che si sono verificati a partire dal secolo scorso, determina nuove condizioni di vita.


