Arte e cultura
Contro il pericolo barbaresco, dopo l’incursione del 1560, nella seconda metà del XVI secolo il Senato genovese iniziò la costruzione di un imponente castello. Nell’800, perduta la sua funzione di valido baluardo difensivo, fu destinato a cimitero, mentre nel 1963 con lo spostamento a monte della ferrovia ne fu tagliata una parte. Oggi rimane un recinto quadrilatero con due torri circolari.
Nel centro di Bonassola, tra le antiche vie, sorge la Parrocchiale intitolata a Santa Caterina di Alessandria. La primitiva costruzione risale alla prima metà del ‘500, ma ha avuto, come molti edifici sacri, un rifacimento barocco nel 1668, per adattarsi ai nuovi canoni estetici prevalenti, e ai dettami della Controriforma. Poi trasformata nel XVIII secolo. L’interno presenta un’aula rettangolare con volta a botte, decorata agli inizi del ‘900. La particolare ricchezza degli arredi sacri si deve all’usanza dei naviganti, nei secoli in cui Bonassola fu un importante centro della marineria, di dedicare una parte del guadagno conseguito all’abbellimento della “propria” chiesa. In particolare si noti un gruppo scultoreo di Anton Maria Maragliano raffigurante Gesù nell’orto dei Getsemani, l’altare della Madonna del Rosario sulla cassa processionale, una immagine barocca attribuita al Maragliano e molto venerata dai bonassolesi. Di epoca moderna, la Croce di Antonio Discovolo. In sacrestia, ricchi paramenti sacri.
Nel borgo spicca anche l’ex Oratorio di S. Erasmo, dell’inizio del ‘500. Ebbe particolare importanza perché, oltre ad essere sede della Confraternita locale, vi si svolgevano le riunioni dei naviganti. Attualmente, dopo un accorto restauro, è sede di mostre e altre iniziative del Comune. Nato a Bologna nel 1874, all’inizio del ’900 il pittore Antonio Discovolo si trasferì definitivamente a Bonassola. Qui trovava ispirazione per i suoi rinomati paesaggi, e creò un cenacolo di amici e ammiratori. Scomparve nel 1956, nel borgo che lo ricorda ancora con affetto. Il Comune ha intitolato a lui la Galleria d’Arte Moderna, dove è anche conservato il dipinto “Primavera” sul cavalletto originale appartenuto al Maestro, dono della famiglia.
Altra figura importante è Angelo Arpe. Seppe interpretare al meglio quel tipico genere che fu, nell’Ottocento, il “ritratto navale”, ovvero accurate riproduzioni dei battelli di cui anche Bonassola fu ricca. Diretta derivazione del ritratto navale sono i realistici ex-voto, nella cui realizzazione l’Arpe fu maestro; ne sono conservati dieci nella chiesa di Santa Caterina.
Passeggiando per le strette vie del borgo si possono ammirare diversi palazzi signorili del ‘700, epoca di splendore per traffici e commerci. In uno di essi nacque nel 1690 il cartografo Matteo Vinzoni, autore di importanti carte geografiche e descrizioni dello Stato Genovese, ancora insuperabili per ricchezza di particolari e per lo stile aereo e concreto con cui realizzava le sue opere, che sono testimonianza preziosa dello sviluppo dei centri della Liguria.


