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Val di Vara

Anello di Varese Ligure
Un itinerario non difficile ma intenso, nelle zone di pascolo della "Valle del Biologico" intorno a Varese Ligure. Molto panoramico anche il tratto dell’Alta Via che, dal Passo Chiapparino, sale al Passo di Cento Croci e verso il Passo della Cappelletta.

Tempo di percorrenza: Varese Ligure – Case Forcelle: 1.30 ore circa; Case Forcelle – Passo Chiapparino: 1.00 ore circa; Passo Chiapparino – Passo Cento Croci: 2.30 ore circa; Passo Cento Croci – Caranza: 1.45 ore circa.

Dislivello: Varese Ligure – Case Forcelle: 400 m circa; Case Forcelle – Passo Chiapparino: 230 m circa; Passo Chiapparino – Passo Cento Croci: 70 m circa; Passo Cento Croci – Caranza (in discesa): 350 m circa.

Sviluppo: Varese Ligure (353 m) – Case Boschetto (572 m) – Case Piazze (645 m) – Case Camou (674 m) – Case Forcelle (751 m ) – Passo Chiapparino (982 m) - Passo di Pianpintardo (1120m) - Passo di Cento Croci (1055 m) - Passo della Cappelletta (1085 m) - Bivio del Monte Scassella (1075 m) – Caranza (725 m).

Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso

L'itinerario prende il via dal ponte medievale di Grecino, a Varese Ligure; si sale una scalinata fra le case dell'antico nucleo per giungere, dopo breve tratto su mulattiera (l'antico tracciato che da Varese saliva al passo Chiapparino), sull'asfalto. Si prosegue in lieve salita (segnavia bianco e rosso, a tratti caratterizzato dal numero 30). Ci si muove dapprima nel bosco, quindi in campo panoramicamente aperto sul borgo di Varese Ligure e sulla corona di montagne, nel silenzio. Tre i bivi: il primo a Case Boschetto, a quota 572 (si prosegue a sinistra); quindi Case Piazze (645m, si continua a destra) e ancora Case Camou (674m, bivio a sinistra). Compaiono infine alla vista le Case Forcelle (751 m), scenograficamente incorniciate dalle montagne. AI bivio che conduce alle case stesse si prende a destra; l'asfalto lascia il posto a una carrareccia che sale in un paesaggio di pascoli, sempre panoramicamente contornato dalle montagne, fra cui lo Zatta e il Penna verso ponente e il monte Gottero verso levante. Si arriva infine sull'Alta Via, nelle immediate vicinanze della cappelletta-ricovero del Passo Chiapparino (982 m). Da qui al Passo di Cento Croci il percorso alterna tratti nel bosco ad altri aperti sulle valli del Vara e del Taro; piuttosto ripido, ma certo non proibitivo è il segmento che dal Passo sale ai 1177 metri del monte Ventarola, riconoscibile per la presenza di un'antenna. Si scende quindi, passando per un bosco, fino al Passo di Pianpintardo (1120m). Oltre un tratto su strada sterrata si sale ancora nel bosco, per alternare ancora, procedendo in costante ma non ripida salita, tratti panoramici a passaggi nella foresta. Oltre il versante sud-occidentale del monte Zuccone (1210m), si scende piuttosto, ripidamente in una zona di pascoli fino al Passo di Cento Croci (1055 m) storico valico fra la Liguria e l'Emilia. Raggiunto l'asfalto, si prosegue a sinistra, seguendo le indicazioni per l'Alta Via, facendo attenzione a imboccare, percorsi una cinquantina di metri, il sentiero, che si inoltra a destra nel bosco. Si procede in lieve discesa, sempre seguendo il segnavia, nel bosco di abeti e di faggi e aggirando un rilievo in cui spiccano alcuni ripetitori. Si raggiunge quindi una stradina asfaltata per proseguire verso sinistra, in direzione del Passo della Cappelletta (1085 m), facilmente riconoscibile per la presenza di due pale per l'energia eolica. Il panorama, affacciato sui pascoli di questo versante dell'Alta VaI di Vara, è scenografico e suggestivo. Occorre però non distrarsi troppo per non perdere il Bivio del Monte Scassella (1075 m). Da qui si scende a destra, lungo una stradina, sempre asfaltata, che conduce a Caranza. L'itinerario è contrassegnato da un segnavia bianco-rosso con il numero 49. È un percorso distensivo e rasserenante, immerso nei pascoli e caratterizzato, oltre che dall'ormai familiare panorama, dalla presenza di bovini al pascolo e da alcuni esempi di antiche costruzioni rurali con il tetto in “ciappe” (ardesia). La discesa a Caranza (725 m) richiede circa un'ora e un quarto. Si giunge alle prime, antiche case del paese, anch'esse esempio di architettura rurale, proprio nel punto in cui è la fermata della corriera per Varese Ligure. Volendo ingannare i tempi dell'attesa, si può raggiungere il centro della frazione, dove si erge una notevole chiesa.


Brugnato (114 m) – Foce di Croce (o Sella delle Quattro Strade, 1021 m)

Tempo di percorrenza totale: 4 ore (2.30 ore circa da Brugnato a Pieve di Zignago; 1.30 ore circa da Pieve di Zignago alla Foce di Croce)

Dislivello totale: 907 m (518 m da Brugnato a Pieve di Zignago; 389 m da Pieve di Zignago alla Foce di Croce)

Sviluppo: Brugnato (114 m) - Cimitero di Bozzolo (232 m) - Agriturismo "Il Casale" - Selletta a quota 290 - Passo Scuro (523 m) - Versante nord del Monte Zignago - Pieve di Zignago (632 m) - Bivio a quota 747 - Pendici nord-ovest del Monte Dragnone - Foce del Castellaro (865 m) - Versante est del Monte Castellaro - Casa Castellaro (906 m) - Foce di Croce (o Sella delle Quattro Strade, 1021 m).

Accessi stradali: usciti al casello di Brugnato-Borghetto di Vara dell'autostrada Genova-Livorno, si gira a destra e si raggiunge il paese di Bugnato. Se si vuole partire da Pieve di Zignago occorre proseguire per Rocchetta di Vara e quindi girare a sinistra verso Zignago.

Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso

Seguendo antiche vie di crinale, si sale da Brugnato, nel fondo della Val di Vara, fino alla Foce di Croce (o Sella delle Quattro Strade) sullo spartiacque tra Vara e Magra, dove passa l'Alta Via dei Monti Liguri. La parte bassa del percorso, da Brugnato a Pieve di Zignago, segue l'antica "via di Boeu" che corre su una dorsale secondaria, in gran parte tra boschi solitari e un po' monotoni, per strade forestali e sentieri. Volendo si può percorrere solo la parte alta dell'itinerario, partendo da Pieve di Zignago. Il percorso da Pieve di Zignago alla Foce di Croce è assai interessante e vario, tra boschetti, rocce e pascoli, lungo l'antica strada che da Levanto portava a Pontremoli. Seguendo l'antica strada si aggira a nord-ovest l'imponente Monte Dragnone e poi si contorna ad est il roccioso Monte Castellaro. Chi ha tempo a disposizione, può seguire le varianti che conducono sulle due vette: in cima al Monte Dragnone, in splendida posizione panoramica, sorge una chiesa; sulla vetta rocciosa del Monte Castellaro, a 945 m., si trovano invece i resti di un insediamento preistorico risalente all’età del bronzo.


Chiusola (605m) – Foce dei 3 confini (1408m)

Tempo di percorrenza: circa 3 ore

Dislivello: circa 840 m. 

Sviluppo: Chiusola (605 m) – Casa del Corno (824 m) – Aia delle Guardie (1136 m) – Versante orientale del Monte Malone – Sella di Servadesco (1265 m) – Bivio di Servadesco (1445 m) – Foce dei Tre Confini (1408 m).

Accessi stradali: usciti al casello di Carrodano o a quello di Bugnato-Borghetto V. dell'autostrada A12 Genova-Livorno, si rimonta la Val di Vara fino a Sesta Godano, poi si prosegue a destra per Chiusola. 

Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso

Dal piccolo borgo di Chiusola si sale con percorso abbastanza diretto fino alla sella detta Aia delle Guardie, posta sul contrafforte sud del Monte Gottero. Qui s'incontra la mulattiera proveniente da Rio (vedi sentiero Rio – Monte Gottero) che si segue per un tratto in salita fino al Bivio di Servadesco a quota 1445. Qui si abbandona la mulattiera che s'inerpica verso la vetta del Gottero e si prende a destra una diramazione che taglia a mezza costa il ripido fianco sud-est della montagna. Il sentiero procede in lieve discesa tra rocce e detriti di antiche frane, poi tra i faggi fino al valico detto Foce dei Tre Confini, per il quale transitava l'antica "Via Regia". Il nome del valico deriva dal fatto che, un tempo, esso costituiva il punto d'incontro fra tre stati: il Regno di Sardegna, il Ducato di Parma e il Granducato di Toscana. Oggi qui s'incontrano tre regioni: Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Sul valico sono tuttora presenti due antichi cippi di confine.


Piano di Madrignano (50 m) – Castello di Madrignano (468 m) – Passo Alpicella (710 m)

Tempo di percorrenza totale: 2,30 ore (1.15 ore circa dal Piano di Madrignano al Castello di Madrignano; 1.15 ore circa dal Castello di Madrignano al Passo Alpicella)

Dislivello totale: 720 m (420 m circa dal Piano di Madrignano al Castello di Madrignano; 300 m circa dal Castello di Madrignano al Passo Alpicella)

Sviluppo: Piano di Madrignano (50 m circa) – Chiosa (101 m) – Valdonica (356 m) – Castello di Madrignano (468 m) – Colletto a nord del Monte Falò (684 m) – Pendici est del Monte Ciliegia – Foce Carzachi (703 m) – Pendici sud del Monte Alpicella – Casa La Bora del Sargio (723 m) – Pendici est e nord-est del Monte Alpicella – Passo Alpicella (710 m). 

Accessi stradali: si esce al casello di Brugnato-Borghetto di Vara dell'autostrada Genova-Livorno e si gira a sinistra per La Spezia. Si superano Borghetto di Vara, Boccapignone e Stagnedo, poi si gira a sinistra e si attraversa il Fiume Vara sul Ponte di Padivarma. Si prosegue verso Ceparana fino a Piano di Madrignano. Da qui, girando a sinistra, si può continuare in automobile fino al Castello di Madrignano. In alternativa si può uscire al casello della Spezia dell'autostrada Genova-Livorno e si segue il raccordo per La Spezia fino a Vezzano Ligure, dove si gira a destra per Ceparana. Da qui si prosegue a sinistra fino a Piano Madrignano e poi al Castello di Madrignano. 

Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso

L'itinerario si divide in due parti. La prima parte, che s'inerpica per ripidi viottoli dal Piano di Madrignano al Castello di Madrignano, può essere evitata salendo in automobile (o in corriera) per la vicina strada carrozzabile. I ruderi del Castello di Madrignano e le case del villaggio omonimo si trovano su un bel poggio panoramico, che domina dall'alto la Piana della Magra, con la vista che spazia fino al mare e ai picchi dentellati delle Alpi Apuane. Da qui l'itinerario (sentiero n. 11 del CAI) sale per una vecchia mulattiera lungo un contrafforte boscoso, poi prosegue su una strada che aggira a sud e ad est il Monte Alpicella, alternando tratti boscosi ad altri aperti e panoramici. Giunti in cima al Passo dell’Alpicella si incrocia l’Alta Via dei Monti Liguri.


Ponte di Ramello (80 m) – Valico dei Casoni (990 m)

Tempo di percorrenza totale: 4 ore (2 ore circa dal Ponte di Ramello a Beverone; 2 ore circa da Beverone al Valico dei Casoni)

Dislivello totale: 910 m (580 m circa dal Ponte di Ramello a Beverone; 330 m circa da Beverone al Valico dei Casoni)

Sviluppo: Ponte di Ramello (78 m) - Ramello (112 m) - Manzile - Fornello - Crocevia della Madonna Pellegrina (358 m) - Piana Blagina (620 m circa) - Bivio 600 metri a nord-est di Beverone (655 m) - Monte Tievan (719 m) - Agriturismo "Riomaggiore Mare e Monti" (località Saldino di Veppo, 660 m circa) - Monte Castellaro (699 m) - Foce di Veppo (695 m) - Sella del Campaccia (945 m circa) - Case Ghiacciarna (959 m) - Casa Nuova (966 m) - Valico dei Casoni (992 m).

Accessi stradali: si percorre l'autostrada Genova-Livorno e si esce al casello di Brugnato-Borghetto di Vara. Si gira a sinistra per La Spezia e, giunti nell'abitato di Borghetto di Vara, si prosegue a sinistra sulla via Aurelia. Si oltrepassa la frazione Boccapignone, si lascia a destra la diramazione per Memola e, dopo 300 metri circa, si prende a sinistra la stretta rotabile che scende ad attraversare il Fiume Vara sul Ponte di Ramello. Se rivuole partire da Beverone si percorre l'autostrada Genova-Livorno e si esce al casello di Brugnato-Borghetto di Vara. Si gira a destra e, passando per Brugnato, si raggiunge Rocchetta di Vara. Si continua a destra per Veppo, poi si gira ancora a destra per Beverone. 

Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso

Salendo lungo una dorsale secondaria della Val di Vara, questo itinerario collega la via Aurelia tra Borghetto di Vara e Padivarma al Valico dei Casoni dove passa l'Alta Via dei Monti Liguri. È un tratto dell'Alta Via Mare Monti (AVMM) che va dalle Cinque Terre al Valico dei Casoni. La prima parte del percorso, dal Ponte di Ramello al crocevia dove sorge la piccola Cappella della Madonna Pellegrina, si svolge su strada asfaltata. Dalla cappella si prosegue sulla stretta sterrata per Beverone, che rimonta una dorsale coperta di pini. Il tratto successivo dell'itinerario, dal bivio nei pressi di Beverone alla Foce di Veppo, si svolge tra alberi e cespugli, su carrarecce e sentieri con qualche saliscendi. Dalla Foce di Veppo si sale infine al Valico dei Casoni per una stretta carrareccia, lungo un crinale piuttosto ripido tra sterpaglie e radi alberi, che lasciano spazio ad ampie vedute, a destra sulla conca di Calice al Cornoviglio, a sinistra sulla media Val di Vara. Volendo si può tralasciare la parte bassa dell'itinerario, cominciando la salita da Beverone. L'abitato di Beverone è sovrastato da una bella chiesetta, posta su un poggio panoramico che domina la media Val di Vara.


Rio (427 m) – Monte Gottero (1639 m)

Tempo di percorrenza: circa 4 ore

Dislivello: circa 1250 m. 

Sviluppo: Rio (427 m) - Costa di Trávigio - Sella di Trávigio (896 m) - Sella del Ciaso (1035 m) - Aia delle Guardie (1136 m) - Versante orientale del Monte Malone - Sella di Servadesco (1265 m) - Bivio di Servadesco (a quota 1445 circa) - Monte Gottero (1639 m).

Accessi stradali: usciti al casello di Carrodano o a quello di Bugnato-Borghetto V. dell'autostrada A12 Genova-Livorno, si rimonta la Val di Vara fino a Sesta Godano. Si attraversa l'abitato di Sesta Godano, poi si gira a sinistra in direzione di Varese Ligure. Dopo 2 km circa si prende a destra la diramazione che sale al villaggio di Rio. 

Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso

Si parte dal villaggio di Rio e si sale per un'antica mulattiera lungo un crinale boscoso, con percorso diretto fino in cima al Monte Gottero, dove s'incontra la variante AV2 dell'Alta Via dei Monti Liguri. Il Gottero è una bellissima montagna isolata, la più alta della provincia della Spezia (1639 m). I suoi fianchi sono coperti di folti boschi: partendo dal basso s'incontrano prima i castagni, poi le querce ed infine i faggi. Solo la parte sommitale sul lato sud è priva di alberi. Sull'erbosa vetta del Gottero si trovano: una croce metallica collocatavi nell'anno santo 1933 e un segnale trigonometrico. Il panorama è vastissimo, circolare. Nelle giornate limpide la vista spazia dalla Pianura Padana alla Corsica, dalle Alpi Apuane alle Alpi Marittime. Nel primo tratto del percorso, dal villaggio di Rio si segue una sterrata che si è in parte sovrapposta all'antica mulattiera. Dopo 1,5 km circa si abbandona la strada per prendere a destra la mulattiera (bivio mal segnalato). La mulattiera si porta sulla cresta boscosa e poi sale nei pressi del crinale fino in cima al Monte Gottero. Volendo si può seguire per intero la strada sterrata fino alla Casa Cavanerbone (939 m) per poi ricongiungersi alla mulattiera alla Sella del Ciaso. Questa variante è un po' più lunga ma comoda. La Casa Cavanerbone, situata in bella posizione soleggiata e panoramica, è ancora abitata in permanenza dal pastore Guido, classe 1929.


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