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Alta Via M.Liguri

L'Alta Via dei Monti Liguri
L’ Alta Via dei Monti Liguri è un percorso di crinale lungo 440 km che unisce le estremità delle due riviere liguri (Levante e Ponente), lungo lo spartiacque prima dell’Appennino Ligure e poi delle Alpi Marittime. Il cammino ricalca una viabilità naturale usata fin dalla preistoria e si interseca con gli itinerari trasversali che collegavano il mare con la Pianura Padana come la famosa Via del Sale. L’itinerario è tutelato da apposita legge regionale che ha affidato all’omonima Associazione il coordinamento degli interventi sul percorso.
Il tratto spezzino dell’ Alta Via (circa 73 km) è molto spettacolare, sulla linea di spartiacque che separa la Val di Vara dalla Val di Magra. Da Ceparana (Bolano) in 17 km si raggiunge la cima del monte Alpicella (824 m) per proseguire verso la Foce dei Tre Confini (1408 m), fra le province della Spezia, Massa-Carrara e Parma, il Monte Gottero (824 m), fino a Colla Craiolo (960 m). La parte finale del tracciato, sempre sul crinale che divide il territorio spezzino da quello parmense, percorre la linea delle vette dell’Appennino, dal Passo di Cento Croci (1055 m) al Monte di Prato Pinello e Monte Zatta (1404 m). Complessivamente in provincia della Spezia vi sono 9 tappe:

Tappa n. 35 dal Passo del Bocco (956 m) a Colla Craiolo (907 m)

Tappa n. 36 da Colla Craiolo (907 m) al Passo di Cento Croci (1055 m).

Tappa n. 37 dal Passo di Cento Croci (1055 m) al Passo della Cappelletta (1085 m).

Tappa n. 38 dal Passo della Cappelletta (1085 m) al Passo Calzavitello (896 m)

Tappa n. 39 dal Passo Calzavitello (896 m) al Passo del Rastello (1044 m).

Tappa n. 40 dal Passo del Rastello (1044 m) al Valico dei Casoni (992 m).

Tappa n. 41 dal Valico dei Casoni (992 m) al Passo dell’Alpicella (710 m).

Tappa n. 42 dal Passo dell’Alpicella (710 m) al Valico di Solini (575 m).

Tappa n. 43 dal Valico di Solini (575 m) a Ceparana – Bolano (25 m).


Grazie ai numerosi interventi di salvaguardia messi in atto in questi ultimi anni oggi il percorso è diventato fruibile sia agli escursionisti esperti, sia alle famiglie (alcuni tratti sono percorribili a cavallo e mountain bike). I profumi del bosco, i colori della campagna e i sapori genuini che si possono incontrare lungo la passeggiata rendono il rapporto con l’Alta Via un’esperienza indimenticabile.
Per ulteriori informazioni: www.altaviadeimontiliguri.it.


Tappa n. 35 dal Passo del Bocco (956 m) a Colla Craiolo (907 m)


Lunghezza totale: 9,00 km
Tempi di percorrenza
: Passo del Bocco – Colla Craiolo: 2.45 ore circa; Colla Craiolo – Passo del Bocco: 3.00 ore circa.
Dislivello complessivo: Passo del Bocco – Colla Craiolo: 500 m circa; Colla Craiolo – Passo del Bocco: 550 m circa
Difficoltà: per escursionisti medi.
Sviluppo: Passo del Bocco (956 m) – Poggio Buenos Aires (1115 m) – Monte Zatta di Ponente (1355 m) – Monte Zatta di Levante (1404 m) – Monte Prato Pinello (1394 m) – Colla Cavenuzze (953 m) – Colla Craiolo (907 m).
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
Questa tappa dell’Alta Via è a cavallo delle province di Genova e La Spezia. Fino al Monte Zatta di levante siamo in provincia di Genova, dal Monte di Prato Pinello (1394 m) entriamo in provincia della Spezia. È un percorso di notevole fascino: si cammina nella splendida faggeta che copre il versante nord del Monte Zatta (1404 m), gigantesco bastione d’arenaria compreso nel Parco naturale regionale dell’Áveto. Il Monte Zatta ha una struttura molto simile a quella del Ramaceto, con la sommità costituita da una cresta ondulata lunga più di un chilometro, che sul lato marittimo precipita con un’imponente bastionata di rocce ed erba, con la vista che spazia fino al mare (Golfo del Tigullio), mentre verso nord si presenta nettamente più dolce ed ospita una tra le più belle faggete d’alto fusto della Liguria.

Tappa n. 36 da Colla Craiolo (907 m) al Passo di Cento Croci (1055 m).


Lunghezza totale: 16,00 km
Tempo di percorrenza: Colla Craiolo - Passo di Cento Croci: 4.30 ore circa; Passo di Cento Croci - Colla Craiolo: 4.00 ore circa.
Dislivello complessivo: Colla Craiolo - Passo di Cento Croci: 530 m circa; Passo di Cento Croci - Colla Craiolo: 380 m circa.
Difficoltà: per escursionisti medi.
Sviluppo: Colla Craiolo (907 m) – Passo di Casa Cuneo (849 m) – Monte La Crocetta (931 m) – Passo del Sericiotto (855 m) – Passo di Revota (863 m) – Monte Pietrebianche (936 m) – Passo Chiapparino (982 m) – Monte Ventarola (1177 m) – Passo di Pianpintardo (1120 m) – Libia di Pecorara – Versante sud–ovest del Monte Zuccone – Passo di Cento Croci (1055 m).
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
È una traversata piuttosto lunga ma non eccessivamente faticosa. Si segue per lo più lo spartiacque tra Val di Vara e Val di Taro, superando senza problemi dolci montagne erbose che offrono vastissimi panorami L’interesse di questa tappa è soprattutto panoramico, per la vista straordinaria sulle alte valli di Vara e del Taro che si gode da molti punti del percorso. Sul Passo Chiapparino si trova una cappelletta–ricovero, che testimonia l’antica importanza del valico. Da qui al Passo di Cento Croci il percorso alterna tratti nel bosco ad altri aperti sulle valli del Vara e del Taro; piuttosto ripido, ma certo non proibitivo è il segmento che dal Passo sale ai 1177 metri del monte Ventarola, riconoscibile per la presenza di un'antenna. Si scende quindi, passando per un bosco, fino al Passo di Pianpintardo (1120m). Oltre un tratto su strada sterrata, si sale ancora nel bosco, per alternare ancora, tratti panoramici a passaggi nella foresta. Oltre il versante sud-occidentale del monte Zuccone (1210m), si scende piuttosto, ripidamente in una zona di pascoli fino al Passo di Cento Croci (1055 m) storico valico fra la Liguria e l'Emilia.

Tappa n. 37 dal Passo di Cento Croci (1055 m) al Passo della Cappelletta (1085 m).


Lunghezza totale: 5,00 km
Tempo di percorrenza: In entrambe le direzioni: 1.15 ore circa.
Dislivello complessivo: Passo di Cento Croci - Passo della Cappelletta: 60 m circa; Passo della Cappelletta - Passo di Cento Croci: 30 m circa.
Difficoltà: per turisti
Sviluppo: Passo di Cento Croci (1055 m) – Passo dei Codognini (1062 m) – Versante sud del Monte La Rocca – Passo di Caranza (1082 m) – Versante sud–ovest del Monte Scassella – Case di Lago Secco (1079 m) – Passo della Cappelletta (1085 m).
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
È una breve tappa di trasferimento, in gran parte su strada asfaltata. Il Passo di Cento Croci è un antico ed importante passaggio fra la Val di Vara e la Val di Taro, in bella posizione con pendii erbosi, praterie e ampi panorami. Si racconta che, un tempo, il valico fosse infestato dai briganti che, vestiti da frati, derubavano ed uccidevano i viandanti. Il nome Cento Croci sarebbe derivato proprio dalle numerose croci poste sul passo a ricordo dei viandanti uccisi. Dalla strada asfaltata si prosegue a sinistra, seguendo le indicazioni per l'Alta Via, facendo attenzione a imboccare, percorsi una cinquantina di metri, il sentiero, che si inoltra a destra nel bosco. Si procede in lieve discesa, sempre seguendo il segnavia, nel bosco di abeti e di faggi e aggirando un rilievo in cui spiccano alcuni ripetitori. Si raggiunge quindi una stradina asfaltata per proseguire verso sinistra, in direzione del Passo della Cappelletta (1085 m), facilmente riconoscibile per la presenza di due pale per l'energia eolica. Il panorama, affacciato sui pascoli di questo versante dell'Alta VaI di Vara, è scenografico e suggestivo. Qui sono presenti i ruderi del Castello del Grillo: morfologia tipica di insediamento militare medievale a controllo del Passo.

Tappa n. 38 dal Passo della Cappelletta (1085 m) al Passo Calzavitello (896 m)


Lunghezza: 10,5 km
Tempo di percorrenza: Passo della Cappelletta – Passo Calzavitello: 4.30 ore circa; Passo Calzavitello – Passo della Cappelletta: 5.00 ore circa.
Dislivello complessivo: Passo della Cappelletta – Passo Calzavitello: 510 m circa; Passo Calzavitello – Passo della Cappelletta: 700 m circa.
Difficoltà: per escursionisti medi.
Sviluppo: AV1: Passo della Cappelletta (1085 m) – Passo del Lupo (1165 m) – Bocca del Lupo (1250 m) – Versante nord del Monte Gottero – Foce dei Tre Confini (1408 m) – Versante sud del Monte Teccio al Sole – Costa delle Pianelle (1420 m circa) – Sella di Busanca (1405 m) – Il Prato (1561 m) – Il Focetto (1460 m) – Passo Calzavitello (896 m).
AV2: Bocca del Lupo (1250 m) – Monte Gottero (1639 m) – Foce dei Tre Confini (1408 m) – Pian del Merlo (930 m) – Casa Biagi (870 m) – Ponte sul Torrente Adelano (780 m) – Passo Calzavitello (896 m).
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
È una tappa piuttosto lunga, che si sviluppa in ambiente solitario tra le vaste e bellissime faggete del Monte Gottero. Il percorso principale dell’Alta Via aggira a nord il Monte Gottero, ma è anche possibile raggiungerne la vetta seguendo la diramazione (AV2) che sale lungo lo spartiacque. Dalla Foce dei Tre Confini al Passo Calzavitello si può seguire una variante diretta (AV2) che abbrevia di circa un’ora il percorso. Motivo dominante della tappa è l’imponente Monte Gottero (1639 m), cima più alta della provincia della Spezia e della Liguria orientale, tutto coperto da una vasta foresta, tranne la cupola sommitale dove il faggio cede il passo ai prati. Dalla vetta il panorama è vastissimo, circolare: nelle giornate limpide la vista spazia dalla Pianura Padana alla Corsica, dalle Alpi Apuane alle Alpi Marittime. Tra i boschi del versante nord, a quota 1500 circa, si trova una conca d’origine glaciale che ospita un bel laghetto. Altri piccolissimi laghetti e acquitrini si trovano poco lontano. Subito ad oriente del Monte Gottero si apre la Foce dei Tre Confini, antico valico che prende il nome dal fatto che un tempo era il punto d’incontro fra tre stati: il Regno di Sardegna, il Ducato di Parma e il Granducato di Toscana. Oggi qui s’incontrano tre regioni: Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Tra la Foce dei Tre Confini e il Passo Calzavitello si trovano antichi cippi di confine: tra Toscana e Parma sul percorso AV1, tra Toscana e Genova sulla variante AV2.

Tappa n. 39 dal Passo Calzavitello (896 m) al Passo del Rastello (1044 m).


Lunghezza: 5,5 km
Tempo di percorrenza: in entrambe le direzioni: 1.45 ore
Dislivello complessivo: Passo Calzavitello – Passo del Rastello: 359 m circa; Passo del Rastello – Passo Calzavitello: 211 m circa.
Difficoltà: per escursionisti medi
Sviluppo: Passo Calzavitello (896 m) – Monte Cissò (996 m) – Sella Frandalini (905 m) – Aia del Marchese (1100 m) – Monte Antessio (1161 m) – Foce di Rastello (1047 m) – Monte Ciocco (1065 m) – Passo del Rastello (1044 m).
Caratteristiche e motivi d’interesse del percorso
È una tappa breve ma varia e interessante. Camminando per sentieri, prati e boschi si scavalcano due cime: il panoramico Monte Cissò (996 m) e il boscoso Monte Antessio (1161 m). La foce d’Antessio era un antico valico sulle mulattiere tra Pontremoli e Parma. Il Monte Cissò, pur non essendo particolarmente elevato, offre una bellissima vista: verso nord-ovest sull’imponente Monte Gottero, e verso est sulla valle di Zeri punteggiata di case e villaggi. Il Passo del Rastello (o Rastrello), punto d’arrivo o partenza della tappa, è posto sull’antico confine tra la Repubblica di Genova e il Granducato di Toscana. Sembra che il toponimo derivi dagli da sbarramenti installati sul valico per impedire il passaggio del sale toscano, che entrava in concorrenza con quello ligure sui mercati padani.

Tappa n. 40 dal Passo del Rastello (1044 m) al Valico dei Casoni (992 m).


Lunghezza: 10,2 km
Tempo di percorrenza: Passo del Rastello – Valico dei Casoni: 3.00 ore; Valico dei Casoni - Passo del Rastello: 3.15 ore.
Dislivello complessivo: Passo del Rastello – Valico dei Casoni: 200 m circa; Valico dei Casoni - Passo del Rastello: 250 m circa.
Difficoltà: per turisti.
Sviluppo: Passo del Rastello (1044 m) – Versante sud del Monte Roncacci – Foce di Cavagina (1020 m) – Foce d’Inqua (1046 m) – Versante sud–ovest del Monte Picchiara – Foce di Prabono (993 m) – Sella delle Quattro Strade (1021 m) – Monte Fiorito (1093 m) – Foce del Termine (1008 m) – Versante sud–ovest del Monte Civolaro – Foce Tromba (1065 m) – Valico dei Casoni (992 m).
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
Si cammina su comode strade sterrate con dolci saliscendi, tra i pascoli dell’ampia dorsale tra la Val di Vara e la Val Magra. In questo tratto il percorso dell’Alta Via ricalca più o meno fedelmente l’antica “Via Regia”, che si sviluppava sullo spartiacque tra Vara e Magra, partendo da Santo Stefano Magra e Ceparana, e arrivando fino al Monte Gottero e al Parmense. La “Via Regia” era assai importante in età medievale, perché costituiva un itinerario rapido, diretto e sicuro per i traffici tra Emilia, Toscana e Liguria. La “Via Regia” era intersecata da altri importanti itinerari di valico, tra cui quello della Foce di Cavagina, dove passava la mulattiera di collegamento tra Levanto e Parma, e quello della Foce del Termine (dove sorge ancora oggi una cappelletta-rifugio), antico valico di collegamento tra Zignago e Rossano (in Lunigiana – Massa-Carrara). Il Valico dei Casoni è posto sulla mulattiera medievale Bugnato-Pontremoli.

Tappa n. 41 dal Valico dei Casoni (992 m) al Passo dell’Alpicella (710 m).


Lunghezza: 8,5 km
Tempo di percorrenza: Valico dei Casoni - Passo dell’Alpicella: 2.15 ore circa; Passo dell’Alpicella - Valico dei Casoni: 2.30 ore circa.
Dislivello complessivo: Valico dei Casoni - Passo dell’Alpicella: 70 m circa; Passo dell’Alpicella - Valico dei Casoni: 350 m circa.
Difficoltà: per turisti.
Sviluppo: Valico dei Casoni (992 m) – Sella di San Genesio (1042 m) – La Conchetta (1062 m) – Versante sud–ovest del Monte Cornoviglio – Bivio di Nove Fontane (985 m) – Versanti est e sud del Monte Pietrebianche – Passo Alpicella (710 m). 
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
È una tappa priva di difficoltà, su comode strade sull’ampia dorsale fra Vara e Magra, tra pascoli in gran parte invasi dagli arbusti. Con una breve deviazione dal tracciato dell’Alta Via si può raggiungere la vetta del Monte Cornoviglio (1162 m), un vero e proprio balcone naturale, dal quale la vista spazia su Val di Vara, Lunigiana, Golfo della Spezia e Alpi Apuane. La copertura vegetale è boscosa di tipo submontano (cerri, carpini neri e betulle) sul versante settentrionale, mentre sui versanti meridionali i pascoli, ormai in stato di abbandono, stanno lasciando il posto ad arbusti che spesso invadono la sede del sentiero. Da molti punti della tappa si ha una bella vista sul borgo di Calice al Cornoviglio, sovrastato da un imponente castello in posizione dominante e arroccato su un colle che sbarra la valle del torrente Usurana. La fortificazione, denominata Doria-Malaspina, è del secolo XII ma ha subito successivi rimaneggiamenti nei secoli XVI e XVIII. L’economia locale è basata sul turismo residenziale estivo e sull’agricoltura (soprattutto olivo e vite); rinomata è la produzione di miele, cui è dedicato un singolare Museo dell’Apicoltura e una sagra paesana alla fine del mese di luglio. A breve distanza dal Passo Alpicella, in località Vallecchia, si trova un magnifico bosco di betulle probabilmente “indigene”, un fenomeno unico in Liguria a quote così basse (le betulle sono infatti una specie tipicamente montana).

Tappa n. 42 dal Passo dell’Alpicella (710 m) al Valico di Solini (575 m).


Lunghezza: 5,2 km
Tempo di percorrenza : Passo Alpicella – Valico dei Solini: 1.30 ore circa; Valico dei Solini - Passo Alpicella: 1.45 ore circa.
Dislivello complessivo: Passo Alpicella – Valico dei Solini: 20 m circa; Valico dei Solini - Passo Alpicella: 150 m circa.
Difficoltà: per turisti.
Sviluppo: Passo Alpicella (710 m) – Versante nord–est del Monte Alpicella – Versante nord–est del Monte Belvedere – Versante nord–est del Monte Castellaro – Valico dei Solini (575 m). 
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
È una breve tappa che segue una carrareccia tra i boschi. Si può agevolmente concatenare con la tappa precedente o con la seguente. Il Monte Alpicella, dove sorge un rifugio dell’Associazione Nazionale Alpini, è quasi completamente coperto da una pineta, che però non è di origine naturale: è stata impiantata dall’uomo vari decenni fa, per arginare il dissesto idrogeologico causato dai precedenti disboscamenti.

Tappa n. 43 dal Valico di Solini (575 m) a Ceparana – Bolano (25 m).


Lunghezza
: 11,0 km
Tempo di percorrenza: Valico dei Solini – Ceparana: 3.00 ore circa; Ceparana – Valico dei Solini: 3.30 ore circa.
Dislivello complessivo: Valico dei Solini – Ceparana: 50 m circa; Ceparana – Valico dei Solini: 600 m circa.
Difficoltà: per turisti.
Sviluppo: Valico dei Solini (575 m) – Versante ovest del Monte Grosso – Crocevia del Poggio (477 m) – Cavanon – Versante ovest del Monte Zecchino – Tirolo – Debbio – Ceparana (25 m). 
Caratteristiche e motivi di interesse del percorso
Percorrendo il tratto dell’Alta Via che dal Valico dei Solini conduce a Ceparana, si cammina in dolce discesa, prima per montagne arrotondate e boscose, poi fra case, orti ed uliveti. Prima di giungere a Ceparana si incontra il borgo di Bolano che, situato in un territorio sicuramente colonizzato dai Romani che ne condizionarono lo sviluppo, fu feudo del Vescovo di Luni sin dal 963, sostituito poi nel XIII secolo dalla chiesa del Monastero di San Venanzio a Ceparana. Il borgo di Bolano si trova in posizione panoramica a dominare la piana dove confluiscono i fiumi Vara e Magra e dove è collocata Ceparana anch’essa di origini romane. L’abitato di Ceparana è il capolinea orientale dell’Alta Via e per la sua posizione riveste un importante ruolo dal punto di vista naturalistico. Il paesaggio della piana della Magra infatti, pur essendo in gran parte degradato dalle attività umane, è caratterizzato dalla presenza di alcune anse e meandri che nascondono zone umide di grande interesse, frequentate da numerosi uccelli acquatici. La zona fa parte dell’area protetta regionale gestita dall’Ente Parco di Montemarcello-Magra (info www.parcomagra.it).

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