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Villa romana del Varignano

VILLA ROMANA DEL VARIGNANO VECCHIO
Via del Varignano Vecchio - fraz. Le Grazie - Porto Venere
Per informazioni su orari e visite:
Tel. e fax 0187/790307 (Zona archeologica)
www.archeoge.arti.beniculturali.it

e-mail: sba-lig@beniculturali.it

 


DESCRIZIONE STRUTTURA
Nel Seno del Varignano Vecchio si realizza nei primi anni del I secolo a.C. (prima fase) un articolato complesso rustico residenziale affacciato sul mare con darsena e banchina di attracco, che unisce le caratteristiche della villa marittima con quelle di un’avviata azienda agricola, strutturata per garantire un alto grado di produttività.

La villa è costituita, nella sua prima fase, da un quartiere padronale (pars urbana) e da uno produttivo (pars fructuaria) consistente in un frantoio per olio (torcularium); i due nuclei sono separati da una piccola corte funzionale alle lavorazioni e all’attività che si svolgevano nel torcularium.

Gli appartamenti del dominus, adiacenti ma non comunicanti con quelli del suo fattore (vilicus), sono concepiti come una domus a sviluppo orizzontale, con due atri compluviati pavimentati con mosaici, affiancati da cubicula, stanze per il riposo diurno e notturno. Dagli atri, attraverso il tablino, la stanza più importante della casa, si accedeva ad un porticato prospiciente il mare, cui è demandata una connotazione architettonica fortemente scenografica.

La parte produttiva è costituita da un impianto per la lavorazione delle olive (torcularium), con due torchi di spremitura e una cella olearia a cielo aperto per la conservazione dell’olio in recipienti fittili. L’impianto, che rimane attivo fino alla metà del I secolo d.C. (seconda fase) era destinato alla produzione e vendita dell’olio.

Alla metà del I secolo d.C. il quartiere delvilicus subisce una profonda ristrutturazione con la creazione di un impianto termale privato (balneum), con ambienti riscaldati e vasca per i bagni freddi. Risale a questa fase la costruzione di una grande cisterna voltata per la conserva dell’acqua, unico esempio di questo tipo di edifici nell’Italia settentrionale. In questo periodo cessa la produzione industriale d’olio a scapito di un’attività ortiva e di allevamento.

Reperti ceramici e numismatici attestano una frequentazione del sito fino al VI secolo d.C

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