Museo della Resistenza delle province di Massa Carrara e la Spezia

MUSEO DELLA RESISTENZA DELLE PROVINCE DI MASSA CARRARA E LA SPEZIA
Via delle Prate 12 - Fosdinovo (MS)
Per informazioni su orari e visite:
Tel. 0187 680014
www.museodellaresistenza.it
e-mail: info@museodellaresistenza.it
Il Museo della Resistenza è costituito da una moderna installazione audiovisiva e da supporti multimediali, che consentono organici percorsi di indagine storica e di approfondimento didattico sui temi della Resistenza e della costruzione della democrazia in Italia.
DESCRIZIONE STRUTTURA
Il Museo Audiovisivo della Resistenza, presenta alcune mappe tematiche del territorio a cavallo tra Liguria e Toscana relative al periodo tra il 1943 e il 1945, mappe relative alla dislocazione delle formazioni partigiane nel territorio e ai luoghi delle stragi nazi-fasciste.
Inaugurato nel 2000, l’edificio ospitante il Museo fu costruito, grazie al lavoro volontario di ex partigiani e di cittadini, che dal periodo dell'immediato dopoguerra fino all'estate del 1971 ha ospitato migliaia di bambine e bambini. A partire dal 1994, per iniziativa dell'ANPI di Sarzana e in accordo con l'amministrazione comunale, si decise di destinare il fabbricato a Museo della Resistenza delle province della Spezia e di Massa Carrara, decorate di medaglia d'oro al Valore Militare per il contributo dato dalle popolazioni alla riconquista della libertà e della democrazia.
Il Museo della Resistenza costituisce un luogo dove la memoria dei testimoni incontra il visitatore, invitandolo ad interagire con racconti, fotografie, filmati. Attorno ad un tavolo si sono decisi i destini di uomini, su di un tavolo si è scritto il sapere dell'umanità, ci si riunisce ad un tavolo per confrontarsi e ricordare, ci si appoggia ad un tavolo con un libro per leggere testi e anche per vedere immagini.
Il tavolo, essenza stessa del museo, è una superficie della memoria, che accoglie le testimonianze e la storia: se sfiorato, restituisce ai visitatori i suoni e le immagini che virtualmente e invisibilmente trattiene. Antiche forme narrative, come la tradizione del racconto orale, e nuove tecnologie, come videoproiezioni sincronizzate e interattive, convivono nel grande tavolo del museo, a sua volta sovrastato da un lungo schermo su cui vengono proiettati i volti, antichi e spesso sconosciuti, dei protagonisti e dei testimoni della resistenza.
Lo schermo, sottile velo verticale, corre per tutta la lunghezza del tavolo e ne divide i due lati: esso rappresenta il luogo della memoria, dei ricordi, delle testimonianze appassionate.
Sfiorando appena, con un solo movimento, la superficie del tavolo i volti degli uomini e delle donne si animano e, in sintonia con le immagini proiettate sui modelli di libri e raccoglitori che il tavolo espone, ci parlano della storia attraverso le loro intense esperienze personali.
I ricordi dei testimoni, spesso drammatici e toccanti, si trasformano nella memoria viva e vibrante non solo della Resistenza, ma di tutto un tragico periodo della nostra storia. L'occupazione tedesca, la lotta di liberazione, i bombardamenti, le stragi, la fame rivivono non attraverso la ricostruzione storica, ma dalle parole semplici ed insieme ricche di significato di chi visse intensamente quei momenti decisivi. Partigiani, contadini, sacerdoti, operai, sono le tessere di un quadro complesso, di una memoria storica non ancora pacificata e pienamente elaborata che è offerta alla riflessione dello spettatore.
Testimonianze che sono un inno alla pace, ma anche un incitamento alla difesa dei valori della democrazia, della libertà e della giustizia.


