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Museo Civico Etnografico "G.Podenzana"

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MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO "G. PODENZANA"
Via Prione 156 - La Spezia
Tel. 0187 258570 - fax 0187 257426
www.laspeziacultura.it
e-mail: museo.etnografico@laspeziacultura.it
ORARI DI APERTURA:
giovedì 10-12.30
venerdì, sabato e domenica 10-12.30 e 16-19 (in estate 17-20)
lunedì, martedì e mercoledì CHIUSO
Le mattine di martedì e mercoledì sono possibili prenotazioni su appuntamento.


Il Museo Civico Etnografico offre un’articolata sintesi della cultura delle antiche tradizioni della Lunigiana Storica, con oggetti, oreficerie, costumi, manufatti e tessili databili tra il Settecento e il primo Novecento.


DESCRIZIONE STRUTTURA
Il Museo Civico Etnografico è stato recentemente riaperto al pubblico con un rinnovato percorso espositivo nell’ex oratorio di San Bernardino, in pieno centro storico, dove è ospitato anche il Museo Diocesano.

La collezione, composta da numerosi materiali riguardanti la cultura e la società della Lunigiana storica dal Settecento ai primi decenni del Novecento, è stata in gran parte raccolta da Giovanni Podenzana (1864-1943), musicista, etnografo e naturalista spezzino, al cui nome il museo è intitolato. Dopo i viaggi di esplorazione in terre lontane compiuti in gioventù, Giovanni Podenzana fu conseRvatore del museo spezzino e si dedicò costantemente, per oltre un trentennio, ad accrescere il patrimonio museale con collezioni di etnografia e di antropologia locale. Dal 1906 il suo impegno si concentrò soprattutto nel testimoniare, attraverso i manufatti, gli aspetti più autentici che le comunità rurali della Val di Magra e della Val di Vara esprimevano ancora nel modo di vita, nelle consuetudini del lavoro, nelle tradizioni e nei costumi, prima che l’industrializzazione e le comunicazioni raggiungessero anche le zone più conservative.

Il nuovo percorso del museo si articola attraverso alcuni temi portanti: la devozione popolare, la superstizione e le pratiche magico-terapeutiche, le oreficerie,gli arredi della casa, il lavoro quotidiano e gli oggetti di corredo personale, gli utensili per la filatura e la tessitura familiare e l’abbigliamento popolare.

Alla precocità della raccolta sul territorio, iniziata alla fine dell’Ottocento, si devono la ricchezza e l’antichità dei materiali in mostra, soprattutto tessili e lignei, che spesso rappresentano doni di nozze o pegni di fidanzamento. Rara e interessante, anche se non ampia, la sezione dedicata alle manifatture orafe tradizionali, con gli orecchini in filigrana d’oro, le croci pettorali d’argento e di lamina d’oro a sbalzo, gli spilloni da acconciatura. 

Numerosi i capi di abbigliamento e di corredo, soprattutto femminili, che testimoniano sia la precoce produzione locale a telaio della stoffa di cotone turchina, chiamata localmente budana, progenitrice dell’attuale jean, sia gli attivi scambi commerciali con la Liguria di ponente e con la Lucchesia, evidenti nella presenza di raffinati merletti al tombolo e di sete e broccati con i quali si confezionavano gli eleganti corsetti dell’abbigliamento festivo femminile.

Le bilance dei cambiavalute, con i pesi e le corrispondenze monetarie in uso nella Lunigiana pre-unitaria, le tipiche manifatture artigianali come i borselli maschili di pelle di gatto o di faina e le culle intagliate dell’alto pontremolese, le stampe popolari con le immagini di devozione dei principali santuari mariani del circondario, gli oggetti legati alla sfera della superstizione, costituiscono oggi un ineguagliabile patrimonio, espressione di un territorio che, nelle vallate più interne, mantenne a lungo i caratteri dell’originaria struttura di matrice feudale.

 

 

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