Tu sei qui: Portale Cosa Fare Arte e Cultura Museo del Sigillo
XIX edizione del Festival di Amfiteatrof a Levanto: Dal 10 Luglio all' 11 Settembre nove appuntamenti con la musica classica nella cittadina rivierasca.   Le Cinque Terre Card : Un contributo alle Cinque Terre - Patrimonio dell'Umanita'  

Museo del Sigillo

 

logo sigillo RR


MUSEO DEL SIGILLO
Via Prione 236 - La Spezia
Tel. 0187 778544 - fax 0187 257629/777179
www.laspeziacultura.it
www.castagna.it/musei
e-mail: museodelsigillo@laspeziacultura.it
ORARI DI APERTURA:
martedì 16-19
da mercoledì a domenica 10-12  16-19
lunedì CHIUSO


Il Museo del Sigillo costituisce la più completa collezione privata sfragistica mai riunita: circa 1500 esemplari di matrici e impronte dal IV millennio a. C. all'epoca contemporanea, provenienti da tutto il mondo, alcune firmate da grandi maestri.


DESCRIZIONE STRUTTURA
Ospitato nella Palazzina delle Arti "Lucio R. Rosaia", costruzione neogotica che si affaccia sull'antica via del Prione, il Civico Museo del Sigillo della Spezia è nato nell'anno 2000 a seguito della donazione, da parte dei coniugi Lilian ed Euro Capellini, della più completa collezione sfragistica che mai sia stata riunita. La raccolta, frutto di trent'anni di ricerche sul campo affiancate da collaborazioni con le più famose case d'asta, si è avvalsa dei contatti con i maggiori studiosi del settore che hanno curato la pubblicazione dei cataloghi specifici. I rapporti con l'Archivio Segreto Vaticano, con l'Archivio della Città Proibita di Beijing e con la maison Lalique di Parigi hanno consentito di selezionare il materiale realizzando, a giudizio di esperti in sigillografia europei, americani ed asiatici, un'esposizione unica nel suo genere qualitativamente e quantitativamente. Nel linguaggio corrente il termine "sigillo" indica sia la matricecioè l'oggetto (in pietra, metallo, legno od altro) che reca inciso in negativo il simbolo da riprodurre sia l'impronta, ovvero lo stampo in positivo ottenuto applicando il negativo su sostanze morbide (argilla, cera, ceralacca) o tramite inchiostratura. Attraverso l'esposizione di oltre millecinquecento esemplari originali, che spaziano dal IV millennio a.C. all'epoca contemporanea, il Museo del Sigillo ha lo scopo di tracciare lo sviluppo delle impronte nella storia della civiltà. 

sigillo 1

Il percorso espositivo, basato sulla scansione cronologica e geografica, si apre con la presentazione dei numerosi reperti provenienti dall'area compresa tra Anatolia e Iran dove comparvero le prime matrici, utilizzate come contrassegno, databili alla fine del IV millennio avanti Cristo. Questi antichissimi strumenti destinati alla marchiatura permettono di introdurre il visitatore all'uso delle matrici- amuleto nell'Egitto faraonico, con sigilli a forma di scarabeo realizzati in pietra e faience, e digiungere agli anelli sigillari romani di età imperiale, dai castoni in corniola o pasta vitrea elaborati dall'antica glittica, affiancati in vetrina da esemplari di epoca medievale e rinascimentale tra i quali spicca quello appartenuto all’umanista forlivese Flavio Biondo. 
L 'uso del sigillo ecclesiastico dal Trecento all'Ottocento è ben rappresentato nell'esposizione museale, testimoniato dalle matrici tonde o a "navetta", dai tipari bronzei di archidiocesi, compagnie, confraternite e della Reverenda Camera Apostolica collocati accanto alle impronte in cera e piombo uscite da cancellerie papali e vescovili ed a stampi per pani eucaristici risalenti al V-VI secolo.

Il periodo di maggior uso e splendore del sigillo è senza dubbio quello compreso tra i secoli XVIII e XIX. La sezione della collezione Capellini dedicata alle produzioni dal Settecento al periodo Liberty presenta esemplari in argento, bronzo, avorio, tartaruga, pietre dure, conchiglia, porcellana e i cosiddetti "sigilli curiosi", cioè libere elaborazioni o applicazioni della funzione di matrice su oggetti nati per altri scopi utilitari (bastoni, martelli, fiale da profumo, cavatappi, ecc). I sigilli in vetro e cristallo creati dalla sensibilità di René Lalique vengono proposti in vetrine che accolgono la produzione di questo maestro dell'Art Nouveau e della sua scuola con esemplari spesso rarissimi. 

sigillo2


Chiudono la visita alla prima sala le matrici dalle impugnature metalliche decorate da figure allegoriche, da ritratti di personaggi storici o da semplici e accattivanti statuette quasi tutte firmate dai grandi nomi della bronzistica d'oltralpe tra i quali Joseph Bosio, detto "il Canova francese". La seconda sala, intitolata a Lilian Capellini, presenta i sigilli-gioiello in oro e pietre preziose e soprattutto i pezzi elaborati da Fabergé, l'orefice degli Zar. Di particolare interesse storico sono la piccola matrice in forma di fungo realizzata per il granduca Alexander Mikhailovich e un sigillo donato dalla regina Vittoria al nipote Albert di Prussia. 
Nel terzo ed ultimo ambiente è stata allestita la ricchissima sezione di sigilli provenienti dall'Oriente.
L'arco di tempo compreso tra il IV secolo a.C. e l'età contemporanea è testimoniato dalle piccole matrici arcaiche, in bronzo, e dagli esemplari di maggiori dimensioni realizzati in avorio, cristallo, argento, porcellana, corno e pietra. 
Vanto della collezione sono i sigilli cinesi elaborati dai maggiori calligrafi e pittori dei secoli XIX e XX e l'esemplare in giada, già facente parte della raccolta di proprietà della contessa di Bismarck.


 

Azioni sul documento
Strumenti personali