CAMeC
CAMeC
Piazza C. Battisti 1 - La Spezia
Tel. 0187 734593 Fax 0187 256773
camec.spezianet.it
camec@comune.sp.it
ORARI DI APERTURA:
da martedì a sabato 10-13 e 15-19
domenica e festivi 11-19
lunedì CHIUSO
Il Centro d’Arte Moderna e Contemporanea nasce
nel maggio del 2004 con l’intento di conservare, promuovere,
incrementare ed esporre a rotazione le collezioni d’arte visiva
provenienti dalle edizioni del Premio del Golfo, fondato nel 1933, e
dalle recenti donazioni Cozzani e Battolini. Il CAMeC si impegna
inoltre nella realizzazione di mostre temporanee, ponendosi l’obiettivo
di approfondire il XX secolo e di accogliere e registrare i nuovi
linguaggi.
Per la sua specifica natura di centro artistico
esso ospita anche espressioni linguistiche connesse all’impiego della
multimedialità (design, video, computer, cinema etc.), dei linguaggi
performativi (danza, teatro, musica), ma anche alle arti della parola
(vocalismo, poesia visiva etc.).
Nel Centro si tengono convegni, dibattiti, seminari, laboratori ed altre attività di riflessione.
Il nuovo Centro per l'Arte Moderna e Contemporanea della Spezia sorge nel cuore della città, esito di un progetto architettonico di
riqualificazione degli ambienti dell'ex Tribunale. L’attuale struttura
museale è frutto di un’articolata e complessa trasformazione, in cui
spicca la realizzazione di un vano scala elicoidale e di un ascensore
panoramico che conduce alle due ampie terrazze, destinate anch’esse
all’esposizione di opere plastiche.
Nel Dipartimento Didattico una
specifica ed organica sezione di educazione all’arte è attivata in
collaborazione con tutte le istituzioni del territorio preposte allo
studio ed è a disposizione della libera utenza.
Il bookshop, posto
all’ingresso del Centro, dispone di numerose pubblicazioni d’arte
promosse nel territorio spezzino territorio e di una ampia selezione di
pubblicistica dedicata alle arti visive contemporanee.
Il Centro si
articola su tre piani espositivi e un terrazzo coperto; gli spazi
normalmente dedicati alla esposizione sono complessivamente dodici sale
e tre ampi corridoi.

Risale al 1933 la nascita del Premio Nazionale di Pittura intitolato al “Golfo della Spezia”, la cui ideazione e organizzazione si devono a Filippo Tommaso Marinetti e Fillia. Grazie alla formula del premio-acquisto, il Premio del Golfo ha raccolto i più significativi esiti della produzione italiana e, dal 2000, internazionale; fra gli altri importanti artisti ricordiamo Accardi, Attardi, Birolli, Cassinari, Guttuso, Martin, Moreni, Morlotti, Pintaldi, Pizzinato, Prampolini, Reggiani, Santomaso, Scanavino, Sironi, Sughi, Tesi, Turcato, Vedova, Zwackman.
RACCOLTA COZZANI
Alla
collezione del Premio del Golfo si sono aggiunte nel 1998 circa 1200
opere donate da Giorgio e Ilda Cozzani al Comune della Spezia. La
collezione Cozzani documenta il ‘900 spaziando in ogni direzione. Fra i
numerosi nuclei tematici bisogna segnalare l’Espressionismo, dalle
xilografie degli esordi ai Neue Wilden, il Bauhaus, il Surrealismo, la
Figurazione del secondo dopoguerra, il Gruppo degli Otto, una buona
rappresentanza Informale, il gruppo Cobra, una presenza Spur
probabilmente unica in Italia. Non mancano alcune importanti
testimonianze dello Spazialismo e dell’Astrattismo Geometrico fino alle
correnti più recenti, quali l’Arte Cinetica e Programmata, l’Optical,
l’Arte Concettuale e Minimal, l’Arte Povera, il Pop più tipico e quello
meno noto, e ancora la Land Art, il Fluxus, la Body Art e la
Performance vissute in prima persona, partecipando agli eventi, la
Transavanguardia.

Ultima in ordine cronologico fra le donazioni al Comune della Spezia, la collezione di Ferruccio e Anna Maria Battolini si è formata grazie agli incontri, alle conoscenze ed ai fitti rapporti fra il pubblicista e critico spezzino e numerosi artisti locali e italiani. Diversi e molteplici gli apporti, da alcuni dei protagonisti delle edizioni storiche del Premio del Golfo, allo spezzino Gruppo dei Sette, ad autori fra i più rappresentativi del panorama artistico italiano del dopoguerra, come Guttuso, Spinosa, Montarsolo, Nespolo. Opere dei maestri della generazione degli inizi del ‘900, di quella di mezzo e di artisti più recenti, fino alle promesse attuali, documentano storicamente le origini della tradizione artistica cittadina.


