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Castello di Calice al Cornoviglio

Castello di Calice 1

CASTELLO DORIA MALASPINA
Calice al Cornoviglio
Per informazioni su orari e visite:
Tel. 0187 936309 - Fax 0187 936451
www.prolocoduecastelli.it/castelli_e_musei.htm
E-mail: comcal@libero.it 

LA STORIA
Il castello di Calice, che ospita quattro musei ed una piccolo foresteria, da poco inaugurata, risale, nella struttura attuale al XVII secolo. 
Non sono note le origini del castello, che è citato in atti risalenti al 1077.

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Fu probabilmente un presidio obertengo. Ne furono comproprietari il Vescovo di Luni, i marchesi Malaspina e gli Estensi. Il vescovo di Luni nel 1272 cedette la sua quota ai Fieschi, mentre gli Estensi cedettero la loro ai “cugini” Malaspina, che nel 1202 tentarono di tornarne in pieno possesso dichiarando guerra al Vescovo Conte di Luni. La sfida fra i due contendenti fu risolta con un lodo. Prima del ritorno dei Malaspina in Lunigiana il castello era governato dai Signori di Moregnano, famiglia che doveva essere al servizio dei Marchesi Obertenghi. 
Nel 1272 i Fieschi, imparentati con i marchesi di Giovagallo, Signori di Calice, Veppo e Madrignano, grazie al matrimonio tra Alagia Fieschi, figlia del Conte Niccolò e il marchese Morello I (Morello) figlio del capostipite del feudo di Giovagallo, Manfredi I, diventarono proprietari del feudo senza colpo ferire. Nel 1276 gli stessi Conti di Lavagna furono costretti a cedere buona parte dei loro castelli alla Repubblica di Genova che glieli infeudò. Nel 1416 i Genovesi scesero in Lunigiana per vendicare un affronto subito da parte di un marchese Malaspina di Villafranca ed il castello di Calice fu forse risparmiato perché infeudato ai Fieschi. Nel 1547 fallita la famosa congiura della casata lavagnina, il castello di Calice fu infeudato ai Doria. Alcune bande legate alla Famiglia Fieschi, che nonostante l’eccidio dei discendenti maschi, aveva conservato alcuni beni allodiali in Val di Vara, tentarono un colpo di mano contro il feudo di Calice cercando di catturare la marchesa Placidia I Doria Spinola che governava il feudo in sostituzione del marito. La nobildonna sfuggì con i figli all’agguato teso dai ribelli, rifugiandosi probabilmente a Veppo. Il castello di Calice fu incendiato così come parte delle casupole in legno e paglia che lo cingevano.

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Sarà la marchesina Placidia Doria maritata Del Carretto a ripristinare il maniero trasformandolo in palazzo residenziale. Questo è la ragione per cui il castello porta il nome Doria-Malaspina. Con l’avvento del Granducato di Toscana il castello fu adibito a sede del podestà e della guarnigione fiorentina che presiedeva il feudo. Poco o nulla mutò allorquando il castello passò al Ducato di Modena. Con l’avvento del Regno d’Italia, il castello fu sede anche del giudice mandamentale e della stazione dei Regi Carabinieri, una delle prime ad essere istituite nell’odierna Provincia della Spezia. La caserma, fino agli inizi degli anni sessanta era ospitata al piano terra del castello e comprendeva le carceri mandamentali e l’alloggio del Comandante. 
Al piano nobile furono sistemati gli uffici comunali e alcune classi delle scuole elementari, divenute scuole dell’obbligo con il Ministro Coppino. I nostri padri ricordano ancora questa epopea. Nel secondo dopoguerra si assiste ad una graduale trasformazione d’uso del castello: da centro amministrativo a sede museale.
Il primo museo ad aprire i battenti fu quello dell’Apicoltura, ospitato in alcuni locali del piano seminterrato del maniero, tra i più suggestivi del complesso monumentale. Successivamente fu aperta la Pinacoteca David Beghè, a seguire il Centro di Educazione Ambientale ed il Piccolo Museo Pietro Rosa.

Il castello Doria Malaspina di Calice al Cornoviglio sorge sulla sommità di una cresta rocciosa, resto di un antico crinale modificato nei secoli da terremoti, agenti atmosferici e dalla mano dell’uomo. Il castello domina da posizione centrale l’ampio giro di colli che circondano la vallata di Calice e che culminano, a 1162 m. di quota, nel monte Cornoviglio. E’ situato a breve distanza (circa 4 km) dall’Alta Via dei Monti Liguri, uno dei più spettacolari e scenografici percorsi della Liguria dell’interno.

I MUSEI:
L’edificio ha pianta trapezoidale ed è articolato su quattro livelli. 
Il primo livello, seminterrato, ospita il Museo dell’Apicoltura; il secondo livello, piano terra, ospita la Pinacoteca David Beghè, che da breve tempo ha festeggiato il proprio decennale, il Piccolo Museo Pietro Rosa, la cui nuova sede è stata inaugurata nel 2003, e la foresteria inaugurata il 01 giugno 2005. 
Il terzo livello, piano nobile, ospita l’ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica, il salone consiliare, l’ufficio di rappresentanza del Sindaco, il 
Centro di Educazione Ambientale, gestito dall’Ente Parco Montemarcello, che ha concesso anche i fondi necessari alla realizzazione della foresteria. 
Il Centro di Educazione Ambientale ospita alcuni reperti tassidermici della fauna autoctona dislocata nel bacino Magra-Vara. 
Il quarto livello, solaio-sottotetto, è destinato in futuro ad ampliare l’offerta ricettiva della foresteria.

MUSEO DELL’APICOLTURA
Il Museo dell’Apicoltura è il primo istituito in Liguria. Nel museo, ricavato nei vecchi magazzini del castello, sono esposte alcune arnie primitive, strumenti per la raccolta e la lavorazione del miele e alcuni pannelli didattici che ripropongono alcune operazioni di smielatura.
Il Museo è sorto per iniziativa degli apicoltori calicesi. Raccoglie alcune arnie villiche, strumenti per la lavorazione del miele. Si tratta in parte di oggetti donati dalle aziende agricole che operano sul territorio. In alcune aziende del Calicese si svolge anche una attività didattica a favore di scolaresche. 

PINACOTECA DAVID BEGHÈ
La Pinacoteca David Beghè, ospitata nei locali dell’ex caserma dei Carabinieri, è oggi una delle più interessanti raccolte di opere d’arte della Provincia.
Inaugurata nel 1992, dedicata al Pittore affreschista calicese (1854-1933), raccoglie ritratti, paesaggi e riproduzioni di dipinti che l’artista ha lasciato in varie chiese della Lombardia.
La Pinacoteca è nata grazie alla generosità e disponibilità della famiglia Beghè, ed in particolare di Attilio Beghè, nipote del Pittore, con la collaborazione del Comune di Calice al Cornoviglio e di numerosi amici soci fondatori della Pinacoteca stessa. Essa comprende 36 opere ad olio e diversi pannelli fotografici di affreschi di David Beghè, distribuiti in quattro stanze: sala ritratti, sala paesaggi, sala soggetti religiosi, sala riproduzione affreschi.La gestione della Pinacoteca è affidata all'omonima Associazione Culturale, ed ha come scopo non solo di valorizzare le opere dell'artista, ma anche di contribuire alla conoscenza della cultura, dell'ambiente e della storia del territorio calicese.

PICCOLO MUSEO PIETRO ROSA
Il Piccolo Museo Pietro Rosa è sorto inizialmente come mostra d’arte contemporanea ed è divenuto quasi subito una esposizione permanente di opere del Pittore graziotto Pietro Rosa (1923-1995).
 
logo rosaIl Piccolo Museo , costituito nel 1998 in alcune sale del piano nobile, liberate dagli uffici comunali, dal maggio 2003 è ospitato negli ex locali delle carceri appositamente ristrutturati.
Il Museo raccoglie 95 opere che il curatore del Museo Carlo Dallari ha pazientemente raccolto nel corso degli anni, ampiamente rappresentative delle tematiche affrontate da Rosa nella sua ricerca artistica: i paesaggi delle Cinque Terre, della Val di Vara, di Porto Venere, i borghi della Spezia, i pescatori, il porto della Spezia, i clown. Questi sono alcuni dei soggetti, spesso ripetuti con tecniche differenti, dall’olio all’acquarello, dalla matita all’acquaforte.
Nel Museo il visitatore potrà documentarsi anche sulla bibliografia critica dell’artista e leggere un’inedita raccolta di poesie scritte dal pittore.

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